Arslantepe
| Arslantepe Malatya | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Dimensioni | |
| Superficie | 48 500 m² |
| Mappa di localizzazione | |
| |
| Collina di Arslantepe | |
|---|---|
| Tipo | Culturale |
| Criterio | (iii) |
| Pericolo | Non in pericolo |
| Riconosciuto dal | 2021 |
| Scheda UNESCO | (EN) Arslantepe Mound (FR) Tell d’Arslantepe |
Arslantepe, conosciuta anche come Arslan Tepe, Aslantepe, la "Collina del Leone" (in turco: Arslantepe Höyüğü), sorge nel villaggio di Orduzu, nella piana di Malatya nell'Anatolia Orientale, in un'oasi nella catena dell'Antitauro, a circa 15 chilometri dalla riva destra dell'Eufrate e a 6 chilometri dalla città moderna di Malatya.
È un tell (collina artificiale) di 4,5 ettari e alta 30 metri, che testimonia un'occupazione quasi ininterrotta a partire almeno dal VI millennio a.C. fino alla distruzione della città neo-ittita da parte del re assiro Sargon II nel 712 a.C.[1] Dopo un lungo periodo di abbandono, il sito fu rioccupato in epoca tardo-romana e utilizzato come necropoli in epoca bizantina.
Grazie alla sua eccezionale testimonianza sulla nascita delle prime forme di Stato, burocrazia e sulla centralizzazione del potere nelle prime società umane, dal luglio 2021 la collina di Arslantepe è stata iscritta nella lista dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO.[2]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Il sito è un tell alto 30 metri, formatosi attraverso millenni di insediamenti sovrapposti. La sequenza stratigrafica di Arslantepe è eccezionalmente lunga e complessa, e fornisce dati fondamentali per la comprensione della storia del Vicino Oriente, in particolare per la transizione dalle società pre-statali alle prime forme di stato burocratico.[1]
I primi scavi furono condotti dall'archeologo francese L. Delaporte tra il 1932 e il 1939. Dopo il secondo conflitto mondiale le indagini furono riprese brevemente da Claude F. A. Schaeffer. A partire dal 1961 la Missione Archeologica Italiana in Anatolia Orientale (poi Missione Archeologica Italiana a Arslantepe), sotto l'egida de Sapienza - Università di Roma, ha condotto sistematiche campagne di scavo.[3] La missione è stata diretta prima da Salvatore Maria Puglisi e Piero Meriggi, poi da Alberto Palmieri e, dal 1990 al 2020, da Marcella Frangipane, che ha guidato gli scavi più significativi relativi alle fasi preistoriche del sito.[4]
Periodo Calcolitico Recente (Periodi VIII, VII e VI A: ca. 4300-3000 a.C.)
[modifica | modifica wikitesto]Le prime fasi di Arslantepe (Periodo VIII, ca. 4300-3900 a.C.) mostrano già contatti con la Cultura di Ubaid. Tuttavia, è durante il Periodo VII (ca. 3800-3400 a.C.) che il sito emerge come un centro di potere locale. A questa fase appartiene il "Tempio C", un edificio monumentale su piattaforma con chiare influenze architettoniche mesopotamiche (tripartito), associato a magazzini e a migliaia di ciotole prodotte in serie (mass-produced bowls), suggerendo un sistema centralizzato di redistribuzione del cibo.[1]
Questo processo di centralizzazione culmina nel Periodo VI A (ca. 3350-3000 a.C.). In questa fase, contemporanea al Periodo Uruk Recente in Mesopotamia, Arslantepe ospita un imponente complesso palaziale. Questo complesso, uno dei più antichi del mondo, non era solo una residenza, ma un centro multifunzionale che integrava potere politico (amministrazione), religioso (templi) ed economico (magazzini). Le aree amministrative hanno restituito migliaia di cretulae (sigillature d'argilla) usate per sigillare contenitori e porte, testimonianza di un sofisticato sistema burocratico centralizzato.[5] Da un ripostiglio di questo palazzo proviene un eccezionale ritrovamento: nove spade e dodici pugnali in rame arsenicale, tra le più antiche mai ritrovate al mondo, che dimostrano una precoce e avanzata padronanza della metallurgia e l'emergere di un'ideologia guerriera.[1]
Periodo Bronzo Antico I (Periodo VI B: ca. 3000-2900 a.C.) - La "Tomba Reale"
[modifica | modifica wikitesto]Intorno al 3000 a.C., il grande palazzo del Periodo VI A fu distrutto da un violento incendio. Questo evento segna una rottura netta con l'influenza mesopotamica e l'ascesa di un nuovo tipo di potere, più locale e militare, che guarda all'Anatolia interna piuttosto che al sud mesopotamico. Il monumento simbolo di questa nuova fase è la cosiddetta "Tomba Reale" (T1).[1]
Si tratta di una tomba a cista litica contenente i resti di un individuo di alto rango (ca. 40 anni), deposto con un corredo funebre di straordinaria ricchezza: armi in rame e argento, un diadema, perle in pietra e metallo, e altri oggetti preziosi. All'esterno della tomba, sul lastricato di copertura, furono ritrovati i corpi di quattro giovani (due uomini e due donne, probabilmente sacrificati), forse come accompagnatori del defunto nel viaggio nell'oltretomba. Questa tomba riflette un'ideologia del potere basata sul prestigio militare e sul lignaggio, molto diversa dal potere burocratico e impersonale del precedente palazzo.[5]
Periodo Bronzo Antico II-III (Periodo VI C e D: ca. 2900-2000 a.C.) - L'orizzonte Transcaucasico
[modifica | modifica wikitesto]Dopo la fase della Tomba Reale, il sito (Periodo VI C, ca. 2900-2750 a.C.) fu occupato da popolazioni seminomadi provenienti dalla Transcaucasia, riconducibili alla Cultura Kura-Araxes. Questi gruppi portarono con sé tradizioni completamente diverse: costruirono capanne con pareti di legno e fango (wattle-and-daub) e produssero una caratteristica ceramica nero-rossa lucidata (Red-Black Burnished Ware), fatta a mano e molto diversa da quella mesopotamica e locale precedente. Questo segna un importante cambiamento demografico e culturale.[1] Successivamente (Periodo VI D, ca. 2750-2000 a.C.), il sito venne fortificato con un imponente muro di mattoni crudi e si sviluppò un nuovo centro urbano, che mostra una progressiva integrazione tra le tradizioni locali e quelle siro-mesopotamiche.[5]
Età del Bronzo Medio e Tardo, ed Età del Ferro
[modifica | modifica wikitesto]Nel II millennio a.C., Arslantepe (conosciuta come Malitiya nelle fonti ittite) divenne un'importante città di confine dell'Impero Ittita, influenzata dalla potenza anatolica. Dopo il crollo dell'impero (ca. 1200 a.C.), la città divenne la capitale di uno dei più importanti stati neo-ittiti (conosciuta come Melid o Meliddu nelle fonti assire e urartee).[6]
A questo periodo (ca. IX-VIII sec. a.C.) risale la famosa "Porta dei Leoni", decorata con ortostati scolpiti e leoni guardiani, scoperta dai primi scavi francesi. La città fu infine conquistata e distrutta dal re assiro Sargon II nel 712 a.C.[1] L'insediamento continuò in modo sporadico, vedendo una ripresa in epoca tardo-romana e venendo infine utilizzato come necropoli in epoca bizantina.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Marcella Frangipane, Arslantepe, in Sharon R. Steadman e Gregory McMahon (a cura di), The Oxford Handbook of Ancient Anatolia: (10,000-323 BCE), Oxford University Press, 2011, pp. 979-987.
- ↑ Arslantepe in liste UNESCO grazie a scavi Sapienza di Roma, su Onuitalia.com.
- ↑ Arslantepe - Missione Archeologica Italiana in Anatolia Orientale, su www.arslantepe.com. URL consultato il 9 novembre 2025.
- ↑ Prima sotto la guida congiunta del prof. Meriggi (Università di Pavia) e del prof. Salvatore Maria Puglisi (Sapienza Università di Roma), successivamente solo di quest'ultimo, quindi del prof. Alberto Palmieri (Sapienza Università di Roma) (vedi Alberto Palmieri, Scavi nell'area sud-occidentale di Arslantepe) e dal 1990 al 2020 della prof. Marcella Frangipane (Sapienza Università di Roma).
- 1 2 3 (EN) Marcella Frangipane, The establishment of a Middle/Late Bronze Age political system at Arslantepe-Malatya (Turkey), in Archeo-Nil, n. 17, 2007, pp. 99-111.«Sebbene il titolo si riferisca al Bronzo Medio/Tardo, l'articolo riassume anche le fasi cruciali del Calcolitico e del Bronzo Antico.»
- ↑ (DE) J. D. Hawkins, Melid (Malatya), in Reallexikon der Assyriologie und Vorderasiatischen Archäologie, vol. 8, De Gruyter, 1997, pp. 35-41, ISBN 978-3-11-014809-1.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Marcella Frangipane, Arslantepe, in Sharon R. Steadman e Gregory McMahon (a cura di), The Oxford Handbook of Ancient Anatolia: (10,000-323 BCE), Oxford University Press, 2011, pp. 979-987, ISBN 978-0-19-537614-2.
- Marcella Frangipane, La nascita dello Stato nel Vicino Oriente: da Uruk ad Arslantepe, Roma-Bari, Laterza, 2005, ISBN 9788842049661.
- Mario Liverani, Antico Oriente: storia, società, economia, Roma-Bari, Laterza, 2011, ISBN 978-8842095880.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]| Controllo di autorità | VIAF (EN) 247832101 · GND (DE) 4570586-0 |
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