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Bobo Craxi

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Bobo Craxi
Bobo Craxi nel 2006

Sottosegretario di Stato al Ministero degli affari esteri
con delega ai rapporti con l'Organizzazione delle Nazioni Unite, agli affari economici e alla Campagna per Expo 2015
Durata mandato17 maggio 2006 –
8 maggio 2008
ContitolareFamiano Crucianelli
Donato Di Santo
Gianni Vernetti
Capo del governoRomano Prodi
PredecessoreRoberto Antonione
Margherita Boniver
Alfredo Mantica
Giampaolo Bettamio
Giuseppe Drago
SuccessoreStefania Craxi
Alfredo Mantica
Vincenzo Scotti

Vicesegretario e Portavoce del Nuovo PSI
Durata mandato2002 –
2005
Vice diGianni De Michelis[1]
PredecessoreCarica creata[1]
Claudio Martelli[2]
SuccessoreChiara Moroni[1][2]

Presidente del Nuovo PSI
Durata mandato2001 –
2002
PredecessoreCarica creata
SuccessoreVincenzo Milioto

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato30 maggio 2001 –
27 aprile 2006
LegislaturaXIV
Gruppo
parlamentare
- Misto/Ni (fino al 13/06/2001)
- Misto/NPSI (dal 13/06/2001 al 14/05/2002)
- Misto/L, R, NPSI (dal 14/05/2002)
CoalizioneCasa delle Libertà
CircoscrizioneSicilia 1
Collegio1. Trapani
Incarichi parlamentari
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politicoPartito Socialista Italiano (2007-2009; 2010-2017; dal 2019)
In precedenza:
PSI (fino al 1994)
SI (1994-1998)
SDI (1998-2000)
LS (2000-2001)
NPSI (2001-2006)
I Soc (2006-2007)
SU (2009-2010)
AS (2017-2019)
Titolo di studioDiploma di maturità classica
ProfessionePolitico; Funzionario di partito

Vittorio Michele Craxi, detto Bobo (Milano, 6 agosto 1964), è un politico italiano, sottosegretario di Stato agli affari esteri con delega ai rapporti con l'ONU nel secondo governo Prodi.

Già esponente del Partito Socialista Italiano storico, membro del Nuovo PSI e passato poi alla formazione politica dei Socialisti Uniti, ha aderito in seguito col suo gruppo al ricostituito Partito Socialista Italiano.

Figlio secondogenito di Bettino Craxi (1934-2000), politico, segretario del PSI dal 1976 al 1993 e presidente del Consiglio dei ministri dal 1983 al 1987, e di sua moglie Anna Maria Moncini, è fratello minore della politica Stefania Craxi (1960). Dopo aver conseguito il diploma di maturità al liceo classico, s'iscrive alla facoltà di scienze politiche all'Università degli Studi di Milano, senza tuttavia terminare gli studi. Oltre all'attività di funzionario di partito, ha lavorato come giornalista, opinionista e consulente strategico per varie aziende. Ha svolto il servizio militare come aviere tra il 1988 e il 1989 alla S.A.R.A.M. Macerata e al Comando prima regione aerea a Milano.[3][4]

Dopo aver trascorso numerosi anni insieme alla famiglia ad Hammamet, in Tunisia, oggi[periodo] vive a Roma, è sposato con Scintilla Cicconi, sorella del fotografo ufficiale di suo padre Umberto Cicconi, e ha due figli[5]. Si considera non credente[6].

Attività politica

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Gli inizi nel PSI

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Alle elezioni amministrative del 1990 si candida al consiglio comunale di Milano, tra le liste del Partito Socialista Italiano (PSI) di cui è stato segretario cittadino fino al 1992[7], risultando eletto consigliere comunale. In quegli anni le sue campagne elettorali erano pagate da Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio e primo arrestato di Tangentopoli[7]. Dopo l'arresto cominciò a minacciare i cronisti milanesi che raccontavano le inchieste giudiziarie, in particolare quelli de il Giornale, arrivando a dire:

«Dopo le elezioni del 5 aprile, ci sarà un repulisti, molte teste cadranno al Giornale [...]. Prima di parlare col vostro padrone, vi ripeto che dovete smetterla di rompere i coglioni. Siete il solito giornale veterofascista, leghista, filodemocristiano[8].»

Il direttore Indro Montanelli, in una lettera ai redattori minacciati, scrisse:

«Pur ricordandovi che la nostra regola è quella di non tener conto delle intemperanze altrui, specie dei politici, e di dire sempre la verità, tutta la verità, senza partito preso né animosità verso nessuno, vi autorizzo a comunicare al suddetto signore, se ve ne capita l'occasione, che l'unica "testa" in pericolo di cadere dopo il 5 aprile non è la vostra ma, casomai, la sua. E potete aggiungere, da parte mia, che non la considererei una gran perdita.[8]»

Gli anni della diaspora socialista

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Nel 1994 aderisce allo scioglimento del PSI e la sua confluenza nei Socialisti Italiani di Enrico Boselli, per poi nel 1998 confluire nei Socialisti Democratici Italiani (SDI), con cui alle elezioni europee del 1999 si candida al Parlamento europeo, tra le sue liste nella circoscrizione Italia meridionale, raccogliendo 30.538 preferenze ma risultando il primo dei non eletti.[9]

Il 10 maggio 2000 si stacca dallo SDI e fonda la Lega Socialista, movimento d'ispirazione craxiana con l'obiettivo di mantenere viva l'eredità politica e ideologica del padre dopo la dissoluzione del PSI[10]. Poco dopo la sua creazione, nel 2001, la Lega Socialista si unì ad altre formazioni (come il Partito Socialista di Gianni De Michelis) per dare vita al Nuovo PSI (NPSI) al quale Craxi aderisce, partito formato da esponenti socialisti della prima ora e che si colloca nella coalizione di centro-destra Casa delle Libertà guidata da Silvio Berlusconi.

Elezione a deputato

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Alle elezioni politiche del 2001 viene candidato alla Camera dei deputati nel collegio elettorale di Trapani, per la Casa delle Libertà in quota NPSI, risultando eletto deputato con il 56,81% dei voti e superando i candidati de L'Ulivo Vito Galluffo (30,7%), di Democrazia Europea Antonio De Santis (5,52%), della Lista Di Pietro Nicolò Castiglione (3,72%) e della Lista Emma Bonino Giacomo Augugliaro (3,24%)[11]. Nel corso della XIV legislatura ha fatto parte della 3ª Commissione Affari esteri e comunitari e della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, oltre a ricoprire l'incarico di vice-capogruppo del gruppo parlamentare misto a Montecitorio dal 2001 al 2002.

Alle elezioni europee del 2004 si ricandida al Parlamento europeo, per la lista elettorale Socialisti Uniti per l'Europa nelle circoscrizioni italiane nord-occidentale e insulare, raccogliendo rispettivamente 5.738 e 11.267 preferenze ma risultando non eletto[12][13]. Alle elezioni provinciali dello stesso anno si candida alla presidenza della Provincia di Milano, sostenuto dalla lista Socialisti Uniti, raccogliendo l'1,07% dei voti al primo turno ma non accedendo al ballottaggio, dove si apparenta con la presidente uscente di centro-destra Ombretta Colli, ma che viene sconfitta dal candidato di centro-sinistra Filippo Penati.[14]

A luglio 2004 viene nominato assessore con delega alla cultura nella giunta comunale di Favignana (isole Egadi a Trapani) guidata dal forzista Gaspare Ernandez, rimanendo in carica fino all'11 luglio 2005.

Passaggio al centrosinistra

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Nel 2005, sul finire del secondo periodo di Berlusconi al governo, assunse un atteggiamento critico nei suoi confronti, motivo per cui al V congresso del Nuovo PSI, svoltosi ad ottobre dello stesso anno, si fa promotore, assieme a Saverio Zavettieri, della mozione che, oltre a proporre Craxi come segretario, dichiarasse conclusa l'alleanza con La Casa delle Libertà, uscendo immediatamente dall'esecutivo, e si aprisse a quella con L'Unione di Romano Prodi, per perseguire l'unità delle forze socialiste nel centrosinistra..

Il congresso fu caratterizzato da momenti molto convulsi: in aula si crearono tafferugli e la stragrande maggioranza dei delegati che sosteneva la mozione contraria, presentata dal segretario uscente De Michelis, abbandonò l'aula, mentre la parte restante dei partecipanti acclama Craxi nuovo segretario. Tuttavia, l'esito del congresso sarà dichiarato nullo a causa di irregolarità nell'accreditamento dei delegati, decisione a cui seguiranno strascichi legali che portano a una scissione: il 7 febbraio 2006 Craxi, insieme a Zavettieri, fonda I Socialisti, un movimento che aderisce alla coalizione di centrosinistra dell'Unione. Alle elezioni politiche del 9 aprile 2006 è quindi ricandidato alla Camera nella circoscrizione Lombardia 3 nella lista dell'Ulivo: posizionato al nono posto, non viene eletto poiché nel collegio la coalizione si aggiudica soltanto sei seggi.

Il 18 maggio 2006 Bobo Craxi viene nominato sottosegretario agli Affari Esteri (con delega ai rapporti con le Nazioni Unite e per gli affari economici e alla campagna per l’EXPO di Milano 2015, che nel marzo del 2008 raggiunge un esito positivo) del secondo governo Prodi.

Ricostituzione del Partito Socialista Italiano

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Nel 2007 aderisce alla costituente lanciata da Enrico Boselli, che porterà alla ricostituzione del Partito Socialista, con cui alle elezioni politiche del 2008 viene ricandidato alla Camera, che si presenta in solitaria, come capolista nelle circoscrizioni Lombardia 1 e Lombardia 3; tuttavia, la lista non ottiene seggi..

Alle elezioni amministrative del 2008 è candidato a consigliere della provincia di Roma per il Partito Socialista in tre collegi nel comune di Roma, ottenendo tra lo 0,35% e lo 0,45% e non venendo eletto.

Alle elezioni europee del 2009, non condividendo la scelta del PSI di confluire nel cartello di Sinistra e Libertà, si dimette dalle cariche dirigenziali.

Alle elezioni regionali nel Lazio del 2010 viene candidato dal PSI, come capolista nei collegi di Roma e Latina a sostegno della candidata presidente di centro-sinistra Emma Bonino, raccogliendo rispettivamente 812 e 83 preferenze ma risultando non eletto[15][16][17]. Ritorna dunque a fare il dirigente del PSI come responsabile Esteri.

Alle elezioni politiche del 2013 viene candidato al Senato della Repubblica, come capolista del PSI nella circoscrizione Lazio, ma, a causa del mancato superamento della soglia di sbarramento (del 3%) della lista facente parte di una coalizione (Italia. Bene Comune) che superasse il 20%, risulta non eletto.[18]

Il 25 novembre 2015 fonda Area Socialista, come componente interna del PSI.

Nel 2016, durante la campagna per il referendum sulla modifica della Costituzione, in polemica con la maggioranza nenciniana del PSI, ha presieduto il Comitato Socialista per il No, al quale hanno aderito numerose personalità socialiste, a partire dall'ex Ministro Rino Formica (che è stato nominato presidente onorario).[19]

Ad ottobre 2017 abbandona il PSI e fonda il movimento Area Socialista, che aderisce alla lista elettorale Liberi e Uguali, ma non raggiunge un accordo elettorale con la lista.

Nel 2019 partecipa nuovamente al Congresso del PSI, rientrando successivamente nel partito[20]. Nel 2021 viene scelto come capolista alle elezioni comunali di Roma a sostegno di Roberto Gualtieri, candidato del centro-sinistra[21], ma con 365 preferenze non è eletto consigliere.[22][23]

Bobo Craxi nel 2025

Alle elezioni politiche anticipate del 2022 si candida alla Camera nel collegio uninominale Sicilia 1 - 02 (Palermo - Resuttana - San Lorenzo), sostenuto dalla coalizione di centro-sinistra in quota Partito Democratico - Italia Democratica è Progressista (lista elettorale a cui aderiva anche il PSI)[24], ottenendo il 14,94% dei voti ma venendo sconfitto dalla candidata del centro-destra Carolina Varchi (36,1%) e superato da quello del Movimento 5 Stelle Aldo Penna (33,74%), risultando quindi non eletto.[25]

In vista del referendum costituzionale del 2026 sulla riforma costituzionale Meloni-Nordio, si è schierato per il "Sì" e ha sostenuto la relativa campagna elettorale.[26][27]

Vicende giudiziarie

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Diffamazione a Borrelli

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L'8 febbraio 1996 Craxi, in un'intervista al Corriere della Sera, sostenne che nel 1990 Francesco Saverio Borrelli (il magistrato che ha guidato il pool di Mani pulite presso la Procura di Milano durante l'inchiesta) si era rivolto all'allora sindaco di Milano Paolo Pillitteri perché lo aiutasse a diventare procuratore capo del capoluogo lombardo; motivo per cui l'11 novembre 1999 venne condannato dal tribunale di Brescia a un mese di reclusione e al pagamento di una multa di 25 milioni per diffamazione aggravata ai danni di Borrelli[7]. Il reato è stato prescritto in appello, ma la condanna ai risarcimenti e al pagamento delle spese legali è stata confermata: i giudici ritennero che l'affermazione di Craxi fosse «diffamatoria e lesiva dell'onore e della reputazione di indipendenza» del magistrato[7]. Nel 2007 la Corte di cassazione ha confermato la sentenza d'appello.[7]

Evasione fiscale

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A luglio 2021 la Cassazione ha condannato gli eredi Craxi (Bobo, la sorella Stefania e la madre) al pagamento di circa 10 miliardi di lire (circa 5 milioni di euro) per evasione fiscale, oltre a 20.000 euro di spese legali, relativamente al conto "International Gold Coast" in Svizzera detenuto dal padre[28]. Secondo quanto appurato dai magistrati, il conto era "materialmente riconducibile al Craxi e non al partito".[29]

Pubblicazioni

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Ha pubblicato due libri: Route el Fawara. Hammamet (2003), con Gianni Pennacchi, che racconta gli ultimi giorni del padre, passati in latitanza, e Craxi. Il socialismo dei padri e quello di domani (2006), una lunga intervista concessa a Francesco Borgonovo in cui parte dalla figura di Bettino Craxi per delineare i suoi progetti per i socialisti italiani.

Nel 2009, fonda e dirige con Biagio Marzo il giornale online Socialist - Il socialista clandestino.

Collabora con la testata televisiva TGcom24 per la quale ha seguito la crisi fra la Catalogna e la Spagna. Assieme a Piero Fassino e Romano Prodi ha sottoscritto, nel settembre 2017, un appello al dialogo tra le parti per evitare la crisi istituzionale e favorire il confronto civile.

  1. 1 2 3 Come vicesegretario
  2. 1 2 Come portavoce
  3. ↑ Il neo-aviere Bobo Craxi ha giurato a Macerata, in la Repubblica, 18 dicembre 1988.
  4. ↑ Bobo Craxi alla Saram di Macerata e quel giuramento senza la famiglia «Era una recluta modello», su 247.libero.it. URL consultato il 6 agosto 2020 (archiviato dall'url originale il 25 gennaio 2020).
  5. ↑ Curriculum Vitae Bobo Craxi (PDF), su partitosocialista.it.
  6. ↑ Lucio Giordano, Come mio padre Bettino Craxi non credo ma ascolto Radio Maria, in Dipiù, n. 17, 3 maggio 2024, pp. 86-89.
  7. 1 2 3 4 5 Gomez & Travaglio 2008.
  8. 1 2 Orlando 1995.
  9. ↑ Europee 13/06/1999 Area ITALIA + ESTERO Circoscrizione ITALIA MERIDIONALE, su Eligendo.
  10. ↑ Una lista nel nome di Craxi - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 4 giugno 2000.
  11. ↑ Archivio Storico delle Elezioni – Camera del 13 maggio 2001, in Ministero dell'interno. URL consultato il 29 dicembre 2013.
  12. ↑ Europee 12/06/2004 Area ITALIA + ESTERO Circoscrizione ITALIA NORD-OCCIDENTALE, su Eligendo.
  13. ↑ Europee 12/06/2004 Area ITALIA + ESTERO Circoscrizione ITALIA INSULARE, su Eligendo.
  14. ↑ Provinciali 12/06/2004 Area ITALIA Regione LOMBARDIA Provincia MILANO, su Eligendo.
  15. ↑ Regionali 28/03/2010 Area ITALIA Regione LAZIO Provincia ROMA, su Eligendo.
  16. ↑ Regionali 28/03/2010 Area ITALIA Regione LAZIO Provincia LATINA, su Eligendo.
  17. ↑ I consiglieri eletti e le preferenze, in la Repubblica, 2010. URL consultato il 29 dicembre 2013.
  18. ↑ Senato 24/02/2013 Area ITALIA (escl. Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige) Regione LAZIO, su Eligendo.
  19. ↑ Chi siamo, su comitatosocialistaperilno.com. URL consultato il 2 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 3 gennaio 2017).
  20. ↑ Bobo Craxi: sono iscritto al Psi e sogno l'unità dei socialisti, su Il Fatto di Calabria, 8 giugno 2019. URL consultato il 29 dicembre 2019.
  21. ↑ Elezioni Roma, Bobo Craxi capolista del PSI a sostegno di Gualtieri, su RomaToday. URL consultato il 3 settembre 2021.
  22. ↑ Maria Egizia Fiaschetti, Elezioni comunali Roma, Rachele Mussolini è Miss preferenze, fuori dal consiglio gli ex calciatori Righetti e Gregucci, su Corriere della Sera, 10 maggio 2021. URL consultato il 27 giugno 2022.
  23. ↑ Roma 2021 – risultati & confronti delle preferenze comunali, su carteinregola. URL consultato il 21 agosto 2022.
  24. ↑ Elezioni, anche Bobo Craxi corre per la Camera: "Accetto la proposta del centrosinistra", su amp.palermotoday.it. URL consultato il 21 agosto 2022.
  25. ↑ Camera 25/09/2022 Area ITALIA (escl. Valle d'Aosta) Circoscrizione SICILIA 1 Collegio Plurinominale SICILIA 1 - P01 Collegio SICILIA 1 - U02 (PALERMO: QUARTIERE 20 - RESUTTANA - S. LORENZO), su Eligendo.
  26. ↑ Referendum. Bobo Craxi: "Giustizia va parificata ai sistemi europei", su Avanti, 23 febbraio 2026.
  27. ↑ Referendum Giustizia, arriva a Siena Bobo Craxi a sostegno del "Sì Ragionato" alla Riforma, su Radio Siena Tv, 14 febbraio 2026.
  28. ↑ Sembra arrivare dal trapassato della storia giudiziaria e non solo la decisione della Cassazione sul conto svizzero International Gold Coast, su Il Fatto Quotidiano, 12 luglio 2021.
  29. ↑ Gli eredi di Craxi perdono in Cassazione: "Ora restituiscano 10 miliardi di lire per le tasse evase", su la Repubblica, 13 luglio 2021. URL consultato il 27 giugno 2022.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Predecessore Sottosegretario di Stato al Ministero degli affari esteri
con delega ai rapporti con l'Organizzazione delle Nazioni Unite, agli affari economici e alla Campagna per Expo 2015
Successore
Roberto Antonione
Margherita Boniver
Alfredo Mantica
Giampaolo Bettamio
Giuseppe Drago
17 maggio 2006 – 8 maggio 2008 Stefania Craxi
Alfredo Mantica
Vincenzo Scotti

Predecessore Vicesegretario e Portavoce del Nuovo PSI Successore
Carica creata
Claudio Martelli[1]
2002 – 2005 Chiara Moroni[1]

  1. 1 2 Come portavoce

Predecessore Presidente del Nuovo PSI Successore
Carica creata 2001 – 2002 Vincenzo Milioto
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