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Cotoletta

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Cotoletta
Cotoletta con patate al forno
Origini
Luoghi d'origineAustria (bandiera) Austria
Francia (bandiera) Francia
Italia (bandiera) Italia
Diffusionemondiale
Dettagli
Categoriasecondo piatto
Ingredienti principalicarne, pane tritato
Varianticotoletta alla milanese
cotoletta alla bolognese
faldìa
Wiener Schnitzel
tonkatsu

La cotoletta (dal francese côtelette,[1] côte: "costoletta") è un tipo di taglio di carne, solitamente una costoletta di vitello, maiale, agnello, dall'aspetto di una fettina di carne generalmente impanata e fritta,[2][3][4][5][6] le cui origini vengono rivendicate dall'Italia, dall'Austria e dalla Francia.

Sebbene l'impanatura risulti avere origini berbere e si presume giunta dal Nord Africa in Europa dalla Spagna, la cotoletta impanata viene rivendicata da più parti e trova degli antecedenti nelle fritture di epoca romana, i piatti impastellati medievali e le frattaglie ricoperte con una miscela di pangrattato e uova.[7][8]

Attribuzione italiana

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Alcuni ritengono che la cotoletta sia un'invenzione italiana, confermata dalla cotoletta alla milanese, la quale è stata definita così per la prima volta da fonti francesi nel 1820 (le Côtelettes de veau à la Milanaise citate nel Cuisinier Royal di André Viard, che però non erano fette di carne ma polpette di carta tritata ricomposta attorno all'osso)[7] e codificata nel 1855.[9]

Alcuni ritengono che la cotoletta sia un'invenzione italiana, confermata dalla bistecca alla milanese, la quale è stata definita così per la prima volta da fonti francesi nel 1820 (le Côtelettes de veau à la Milanaise citate nel Cuisinier Royal di André Viard, che però erano stufate e non fritte)[7] e codificata nel 1855.[9] Secondo un'ipotesi, gli antenati della cotoletta alla milanese sono i lumbolos cum panicio (o lombolos cun panitio) citati in un documento della metà del XII secolo riguardante una lite tra il prevosto e l'abate della basilica di Sant'Ambrogio.[7][10] Sono state fatte diverse ipotesi riguardanti la preparazione: secondo la più accreditata, supportata da saggisti e storici come Pietro Verri, Massimo Alberini, Bonvesin de la Riva e Maino De Maineri, il piatto non ha in realtà nulla a che vedere con la cotoletta in quanto i lumbolos sarebbero dei lombi (non si sa serviti a fette e di quale animale), mentre il panicio potrebbe trattarsi di panico, un cereale molto consumato nel medioevo; ne conseguirebbe che i lumbolos cum panicio fossero lombate con un contorno di panico, forse una polenta.[7][11]

Attribuzione austriaca

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Per contro, gli austriaci sostengono che la cotoletta sia una loro invenzione, come conferma la Wiener Schnitzel, codificata nel 1831 e le cui origini vengono ricondotte a una ricetta del 1740 in cui la carne, dopo essere stata battuta, viene salata, infarinata e fritta, una preparazione che ricorda la nota Pariser schnitzel.[9] Le origini austriache vengono smentite in un resoconto (presumibilmente falso, ma che ha avuto grande diffusione) di Felice Cunsolo, secondo il quale la Wiener Schnitzel discende dalla cotoletta alla milanese. A detta di Cunsolo, un documento politico-militare di Josef Radetzky redatto dal conte Attems, aiutante di Francesco Giuseppe, descrive a margine la ricetta milanese. Conclude Cunsolo che «il particolare dovette rimanere impresso nella memoria dell'imperatore se Radetzky, una volta tornato a Vienna, fu chiamato a palazzo e pregato di dettare al capo dell'aulica cucina la precisa ricetta della decantata vivanda.»[12]

Attribuzione francese

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Altri ancora attribuiscono alla Francia l'invenzione dell'odierna cotoletta e la sua diffusione in altri paesi. Secondo questa interpretazione, sarebbero stati i francesi a introdurre, durante la seconda metà del Seicento, il doppio passaggio in uova e pangrattato della carne.[7] Altri fattori che hanno spinto a supportare tale ipotesi vi è il fatto che la parola "cotoletta" e altri termini analoghi in Europa derivino dal francese côtelette,[7][13] nonché la presenza delle erbe aromatiche come il prezzemolo in alcune preparazioni, come la Wiener Schnitzel, che sarebbero un retaggio delle ricette di Menon e altri scrittori di gastronomia francesi.[14]

Nella cucina italiana

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Famosa è la cotoletta alla milanese, generalmente una fetta di vitello impanata e fritta nel burro. Ne è variante la cosiddetta "orecchia d'elefante", cotoletta così chiamata per la forma e solitamente servita con contorno di verdure miste.

Altri tipi di cotoletta possono essere la cotoletta alla bolognese (col prosciutto), la faldìa di cavallo piacentina e le cotolette "alla valtellinese", "alla veneta", "alla valdostana", "alla siciliana" e "alla napoletana". A Roma e in provincia invece viene comunemente chiamata "fettina panata" quella con il vitello, a differenza della "cotoletta di abbacchio" o di lonza.

La cotoletta in umido (cutulatt in ommid) è un piatto tradizionale dell'Emilia[15] assieme alla sua variante cotoletta alla bolognese, mentre in Romagna, soprattutto delle campagne faentine, è popolare la cotoletta in umido coi piselli: dopo aver impanato e fritto le cotolette, queste vengono stufate con olio d'oliva e conserva di pomodoro diluita in acqua, quindi servite con una spolverata di parmigiano grattugiato.[16]

La cotoletta spinacina è a base di carne di pollo macinata e spinaci.[17]

Nella cucina austriaca

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La Wiener Schnitzel è una specialità della cucina viennese, consistente in una fetta di vitello resa sottile mediante battitura, impanata e fritta nello strutto.

Nella cucina argentina

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In Argentina esiste una versione della cotoletta chiamata milanesa, portata dagli immigrati italiani agli inizi del XX secolo.[18] Nella sua versione "a la napolitana", la milanesa viene condita con passata di pomodoro, mozzarella e prosciutto cotto (la più comune), ma talvolta anche con uovo fritto e pancetta.

Nella cucina giapponese

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La cotoletta fu introdotta nella cucina giapponese durante il periodo Meiji, in un ristorante di cucina occidentale nel distretto di Ginza, Tokyo. La pronuncia giapponese di "cotoletta" è katsuretsu. Nella cucina giapponese, katsuretsu o semplicemente katsu è in realtà il nome per la variante giapponese del viennese "schnitzel", una cotoletta impanata. Una variante della cotoletta molto comune è il tonkatsu, per il quale viene utilizzata la carne di maiale, mentre il torikatsu è a base di carne di pollo.

  1. ↑ Cotoletta, su garzantilinguistica.it. URL consultato il 3 febbraio 2015.
  2. ↑ costolétta in Vocabolario - Treccani, su treccani.it. URL consultato il 30 aprile 2023.
  3. ↑ Cotoletta: Definizione e significato - Dizionario italiano - Corriere.it, su Corriere della Sera. URL consultato il 30 aprile 2023.
  4. ↑ cotoletta: definizione dal dizionario di italiano | Sapere.it, su sapere.it. URL consultato il 30 aprile 2023.
  5. ↑ Dizionario Italiano online Hoepli - Parola, significato e traduzione[collegamento interrotto], su dizionari.hoepli.it. URL consultato il 30 aprile 2023.
  6. ↑ Ricerca | Garzanti Linguistica, su garzantilinguistica.it. URL consultato il 30 aprile 2023.
  7. 1 2 3 4 5 6 7 Tutta la verità sulla cotoletta alla milanese che non è nata a Milano, su gamberorosso.it. URL consultato il 22 luglio 2026.
  8. ↑ Magno, p. 301.
  9. 1 2 3 Magno, pp. 307, 309.
  10. ↑ Magno, p. 302.
  11. ↑ Magno, pp. 303-304.
  12. ↑ Magno, p. 299.
  13. ↑ (EN) Cotolétta, su treccani.it. URL consultato il 22 luglio 2026.
  14. ↑ Magno, pp. 305-306.
  15. ↑ Ricette della Rezdora | Cotolette in umido, su ModenaToday. URL consultato il 3 maggio 2023.
  16. ↑ Le ricette della tradizione: cotolette in umido, su assemblea.emr.it. URL consultato il 29 aprile 2023.
  17. ↑ Spinacine fatte in casa: semplicissime, su Agrodolce. URL consultato il 20 marzo 2022.
  18. ↑ Milanesa a la napolitana, leggenda e varianti di un must della cucina argentina, su Gauchonews. URL consultato il 22 giugno 2023.
  • Alessandro Marzo Magno, Il genio del gusto. Come il mangiare italiano ha conquistato il mondo, Garzanti, 2024.

Voci correlate

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Altri progetti

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