Judy Collins
| Judy Collins | |
|---|---|
| Nazionalità | |
| Genere | Folk Country Pop Rock and roll Colonna sonora |
| Periodo di attività musicale | 1960 – in attività |
| Strumento | chitarra |
| Etichetta | Warner Music Group - Elektra Records |
| Studio | 27 |
| Live | 4 |
| Raccolte | 24 (oltre a tre album tribute e cover) |
| Sito ufficiale | |
Judith Marjorie Collins, più nota come Judy Collins (Seattle, 1º maggio 1939), è una cantautrice e attrice statunitense conosciuta come una delle maggiori esponenti della folk music e popolare in genere (pop, country music, rock and roll, musiche per spettacoli teatrali, ecc.). È in grado di cantare nel registro di soprano ed è conosciuta anche per il suo impegno di attivismo politico esteso anche al campo sociale.
Come attrice è apparsa in diversi film e telefilm e per il cinema ha collaborato alla stesura di colonne sonore.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Gli esordi
[modifica | modifica wikitesto]Da bambina, Collins si spostò con la famiglia dapprima a Los Angeles, poi a Denver seguendo suo padre che lavorava in radio. Il padre si rese presto conto del talento di Judy e la incoraggiò a studiare pianoforte, sotto la guida di Antonia Brico, prima donna negli Stati Uniti abilitata alla direzione d'orchestra. All'età di tredici anni, Collins debuttò in pubblico eseguendo il Concerto per due pianoforti e orchestra n. 10 di Mozart, ma fin da giovanissima si interessò al fenomeno emergente della musica folk e ad autori come Woody Guthrie e Pete Seeger, per cui volle anche imparare a suonare la chitarra. Nel 1958 sposò Peter A. Taylor, da cui nacque il suo unico figlio Clark. Spostatasi a New York, cominciò ad esibirsi nei club del Greenwich Village dove venne notata e messa sotto contratto dalla Elektra Records, etichetta alla quale rimase legata per più di 30 anni.[1]
Da professionista della musica classica, Collins riconosceva le comuni radici della melodia tradizionale e dei temi classici e soprattutto si interessava al rapporto fra musica e letteratura. Nel 1961 registrò il suo primo album, A Maid of Constant Sorrow, al quale fece presto seguito Golden Apples of the Sun. Questi primi due album contenevano canzoni del repertorio popolare anglosassone e la consacrarono come esponente di spicco della musica folk.[1]
Presto Judy cominciò a estendere i propri interessi, includendo nel suo repertorio anche brani di autori contemporanei, come appunto Seeger, ma anche Phil Ochs, Bob Dylan, Tom Paxton, Eric Andersen, Gordon Lightfoot e altri. Questi brani confluiranno nei suoi lavori successivi, a partire da Judy Collins #3 (1964), The Judy Collins Concert (1964), Judy Collins' Fifth Album (1965), Judy Collins' Fifth Album (1966).
In In My Life (1967), Collins presentò anche brani di artisti fino ad allora quasi sconosciuti al pubblico americano: Leonard Cohen, Jacques Brel, Randy Newman, Kurt Weill.
Judy Blue Eyes
[modifica | modifica wikitesto]Il primo grande successo commerciale di Collins – apprezzata anche per la bellezza semplice e per gli occhi di colore azzurro tenue – è stato l'album del 1967 Wildflowers, che includeva le sue prime composizioni come autrice, la prima delle quali era intitolata Since You've Asked. Nell'album – che raggiunse l'ottavo posto nelle classifiche stilate da Billboard e fu il suo primo a superare il milione di copie – era compresa una canzone di Joni Mitchell, Both Sides Now, per la quale Collins fu premiata l'anno successivo con un Grammy Award.
Del 1968 è invece l'album Who Knows Where the Time Goes?, prodotto da Stephen Stills, all'epoca suo compagno dopo la fine del matrimonio con Taylor, componente del supergruppo Crosby, Stills & Nash[2]. È lei la Judy cui è dedicato il brano Suite: Judy Blue Eyes, che Stills compose per il primo album del gruppo, Crosby, Stills & Nash.
Negli anni settanta, Collins ha consolidato poi il suo repertorio e la sua fama di artista folk ma in grado di esprimersi con successo in generi elitari come il canto gospel (Amazing Grace) e in proprie composizioni, come My Father, contenuta in Who Knows Where the Time Goes?, o Born to the Breed, incisa per l'album Judith del 1975 che contiene tra l'altro Send In the Clowns, parte della commedia musicale A Little Night Music prodotta a Broadway, e che le valse un ulteriore premio Grammy.
La compilation So Early in the Spring - The First 15 Years , distribuita nel 1977, è una raccolta delle sue principali interpretazioni.
Attivismo politico[1]
[modifica | modifica wikitesto]Fin dai primi anni '60, Judy Collins si è occupata di diritti civili: ha sostenuto il voto agli uomini di colore nel Mississippi, ha simpatizzato per il movimento Yippie intervenendo a favore al processo contro i Chicago Seven, ha preso parte a una campagna per la pace (Women Strike for Peace), ha coprodotto un album di canzoni e poesie recitate da donne (Save the Children), ha composto un brano in onore di Che Guevara.
Negli anni '70 ha poi sostenuto il diritto all'aborto e ha prodotto un album (Bread and Roses, 1976) ispirato allo storico sciopero dei tessili che ebbe luogo nel 1912 a Lawrence (Massachusetts). Negli stessi anni, Judy Collins ha condotto la difficile battaglia personale contro l'alcolismo e la bulimia nervosa da cui fu costretta a liberarsi a seguito di un grave danno alle corde vocali
Dal 1980 Collins è autrice di libri autobiografici e di novelle e, ancora in attività, continua a incidere dischi e a tenere concerti.
Artista impegnata, autrice di celebri duetti con cantanti come Kris Kristofferson (Me and Bobby McGee) e Leonard Cohen (Suzanne), negli anni '90 è diventata rappresentante dell'UNICEF ed è un'attivista che combatte per la soppressione dell'uso delle mine terrestri o navali. La morte per suicidio del figlio Clark Taylor, dopo un periodo di depressione dovuto alla dipendenza da sostanze stupefacenti, l'ha anche portata a condurre campagne di prevenzione contro il suicidio.
Discografia
[modifica | modifica wikitesto]Album in studio
[modifica | modifica wikitesto]- A Maid of Constant Sorrow (1961)
- Golden Apples of the Sun (1962)
- Judy Collins #3 (1964)
- Judy Collins' Fifth Album (1965)
- In My Life (1966)
- Wildflowers (1967)
- Who Knows Where the Time Goes (1968)
- Whales & Nightingales (1970)
- True Stories and Other Dreams (1973)
- Judith (1975)
- Bread and Roses (1976)
- Hard Times for Lovers (1979)
- Running for My Life (1980)
- Times of Our Lives (1982)
- Home Again (1984)
- Trust Your Heart (1987)
- The Stars Of Christmas (Selected Especially For Avon) (1988)
- Sanity and Grace (1989)
- Fires of Eden (1990)
- Baby's Bedtime (1990)
- Baby's Morningtime (1990)
- Judy Sings Dylan... Just Like a Woman (1993)
- Come Rejoice! A Judy Collins Christmas (1994)
- Shameless (1994)
- Voices (1995)
- Classic Broadway (1999)
- All on a Wintry Night (2000)
- Classic Folk (2000)
- Judy Collins Sings Leonard Cohen: Democracy (2004)
- Portrait of an American Girl (2005)
- Judy Collins Sings Lennon and McCartney (2007)
- Paradise (2010)
- Bohemian (2011)
- Strangers Again (2015)
- Silver Skies Blue (2016) - con Ari Hest
- A Love Letter to Sondheim (2017)
- Everybody Knows (2017) con Stephen Stills a nome Stills & Collins
- Winter Stories (2019) con Jonas Fjeld & Chatham County Line
- Spellbound (2022)
Album dal vivo
[modifica | modifica wikitesto]- The Judy Collins Concert (1964)
- Living (1971)
- Live at Newport (1959-1966) (1996)
- Christmas at the Biltmore Estate (1997)
- Judy Collins Live at Wolf Trap (2000)
- Live at the Metropolitan Museum of Art (2012)
- Live in Ireland (2014)
- Winter Stories: Live From The Oslo Opera House DVD & CD (2020)
Raccolte
[modifica | modifica wikitesto]- Recollections (1969)
- Colors of the Day (1972)
- Amazing Grace: the Best of Judy Collins (1972)
- So Early in the Spring... The First 15 Years (1977)
- Wind Beneath My Wings (1992)
- Forever: An Anthology (1997)
- Both Sides Now (1998)
- The Very Best of Judy Collins (2001)
- Judy Collins Sings Leonard Cohen: Democracy (2004)
- The Essential Judy Collins (2004)
- 24 Classic Songs (2008)
- White Bird: Anthology of Favorites (2021)
Filmografia
[modifica | modifica wikitesto]Questa la filmografia di Judy Collins come attrice di cinema e televisione (per una filmografia completa come autrice di colonne sonore ed altro materiale cinematografico si rimanda alla scheda dell'Internet Movie Database indicata a fondo pagina):
- The Doctors (1963, serie televisiva)
- La Liga no es cosa de hombres (1972)
- Busco tonta para fin de semana (1973)
- Ninguno de los tres se llamaba Trinidad (1973)
- Sesame Street (1975, serie televisiva, un episodio)
- Junior (1994, film con Arnold Schwarzenegger))
- Christy (1994-1995, serie televisiva, cinque episodi)
- A Town Has Turned to Dust (1998, telefilm basato su una science-fiction di Rod Serling)
- Girls (2013, telefilm) Judy compare nell'ottava puntata della seconda serie mentre sta cantando in un ristorante dove una delle protagoniste cena con i genitori
Video
[modifica | modifica wikitesto]- Baby's Bedtime (1992)
- Baby's Morningtime (1992)
- Christmas at the Biltmore Estate (1998)
- The Best of Judy Collins (1999)
- Intimate Portrait: Judy Collins (2000)
- Judy Collins Live at Wolf Trap (2003)
- Wildflower Festival (2003) (DVD con artisti ospiti Eric Andersen, Arlo Guthrie e Tom Rush)
- Live at the Metropolitan Museum of Art (2012) (DVD con artisti ospiti Ani DiFranco, Jimmy Webb e altri)
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 Kristin Baggelaar, Donald Milton, The Folk Music Encyclopaedia, Omnibus Press, London, 1977, pp. 81-84
- ↑ Alessio Brunialti, Folk USA: 100 album fondamentali, in Mucchio Extra, Stemax Coop, #28 Inverno/Primavera 2008.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Trust Your Heart (1987)
- Amazing Grace (1991)
- Shameless (1995)
- Singing Lessons (1998)
- Sanity and Grace: A Journey of Suicide, Survival and Strength (2003)
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Judy Collins
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su judycollins.com.
- Judy Collins (canale), su YouTube, Google LLC.
- (EN) Judy Collins, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Judy Collins, su Last.fm, CBS Interactive.
- (EN) Judy Collins, su AllMusic, All Media Network.
- (EN) Judy Collins, su Bandcamp.
- (EN) Judy Collins, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Judy Collins, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Judy Collins, su SecondHandSongs.
- (EN) Judy Collins, su Genius.com.
- (EN) Judy Collins, su Billboard.
- (EN) Judy Collins, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Judy Collins, su Internet Broadway Database, The Broadway League.
- Sito ufficiale, su judycollins.com. URL consultato il 30 marzo 2012 (archiviato dall'url originale il 24 agosto 2014).
- Personallifemedia.com - Intervista audio, su personallifemedia.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 35254302 · ISNI (EN) 0000 0001 0964 2382 · Europeana agent/base/61555 · LCCN (EN) n81100647 · GND (DE) 118871579 · BNE (ES) XX6275826 (data) · BNF (FR) cb13932923c (data) · J9U (EN, HE) 987007421581205171 · NSK (HR) 981005658700509366 · CONOR.SI (SL) 202911843 |
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