Vai al contenuto

NGC 3369

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
NGC 3369
Galassia lenticolare
NGC 3369 nelle immagini Pan-STARRS.
Scoperta
ScopritoreOrmond Stone
Data1886 [1]
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneIdra
Ascensione retta10h 46m 44.6s [2]
Declinazione-25° 14′ 40″ [2][1]
Distanza189,4 milioni di a.l.
(58,07 [2] Mpc)
Magnitudine apparente (V)13,6 [1][3]

nella banda B: 14,6 [3]

Redshift0,011965 ± 0,000097 [2]
Luminosità superficiale13,72 [3]
Angolo di posizione114° [3]
Velocità radiale3587 ± 29 [2] km/s
Caratteristiche fisiche
TipoGalassia lenticolare
ClasseSA0-? [2], E-S0 [3], E/S0? [1]
Dimensioni106 200 a.l.
(32 550 [2] pc)
Altre designazioni
PGC 32191
ESO 501-95
MCG -4-26-9 [1][3]
Mappa di localizzazione
NGC 3369
Categoria di galassie lenticolari

NGC 3369 è una galassia lenticolare situata nella costellazione dell'Idra, a una distanza di circa 189 milioni di anni luce dalla nostra Via Lattea.[1]

La galassia è stata scoperta nel 1886 dall'astronomo statunitense Ormond Stone.[1]

Secondo lo studio pubblicato da Richter nel 1989, NGC 3369 fa parte dell'Ammasso dell'Idra (Abell 1060).[4] Nessun'altra fonte menziona l'appartenenza di NGC a qualche gruppo di galassie. L'Ammasso dell'Idra è l'ammasso dominante del Superammasso dell'Idra-Centauro.[5]

  1. 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Courtney Seligman, Celestial Atlas Table of Contents, NGC 3369, su cseligman.com. URL consultato il 1º aprile 2026.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Results for object NGC 3369, su ned.ipac.caltech.edu, NASA/IPAC Extragalactic Database. URL consultato il 1º aprile 2026.
  3. 1 2 3 4 5 6 (FR) Les données de «Revised NGC and IC Catalog by Wolfgang Steinicke», NGC 3300 à 3399, su astrovalleyfield.com. URL consultato il 1º aprile 2026.
  4. ↑ (EN) O.G. Richter, The Hydra I cluster of galaxies. V.A catalogue of galaxies in the cluster area. (PDF), in Astronomy and Astrophysics Supplement Series, vol. 77, n. 2, febbraio 1989, pp. 237-256, (citazione a p. 251), Bibcode:1989A&AS...77..237R, ISSN 0365-0138 (WC · ACNP).
  5. ↑ (EN) The Hydra Supercluster, Richard Powell, An Atlas of the Universe, su atlasoftheuniverse.com. URL consultato il 1º aprile 2026.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]