Vai al contenuto

Castelcucco

Coordinate: 45°50′N 11°53′E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Castelcucco
comune
Castelcucco – Stemma
Castelcucco – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Veneto
Provincia Treviso
Amministrazione
SindacoPaolo Mares (lista civica di centro-destra) dal 13-6-2022
Territorio
Coordinate45°50′N 11°53′E
Altitudine189 m s.l.m.
Superficie8,79 km²
Abitanti2 328[1] (31-5-2026)
Densità264,85 ab./km²
Comuni confinantiAsolo, Cavaso del Tomba, Monfumo, Pieve del Grappa, Possagno
Altre informazioni
Cod. postale31030
Prefisso0423
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT026011
Cod. catastaleC073
TargaTV
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona E, 2 660 GG[3]
Nome abitanticastelcucchesi[4]
Patronosan Giorgio
Giorno festivo23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelcucco
Castelcucco
Castelcucco – Mappa
Castelcucco – Mappa
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

Castelcucco (in veneto Castelcùc) è un comune italiano di 2 328 abitanti[1] della provincia di Treviso in Veneto.

Geografia fisica

[modifica | modifica wikitesto]

Il paese, situato in un territorio collinoso tra Asolo, Monfumo e le pendici del Monte Grappa, gode di splendidi paesaggi.

Origini del nome

[modifica | modifica wikitesto]

Nel medioevo la località è attestata come Castrocucco (1200), Castrocucho (1314), Castrumchuchum (1339). Si tratta di un composto di castello (castrum nei documenti in latino) e cucco, elemento toponomastico molto diffuso in Italia e probabilmente di origine prelatina che significa "cima tondeggiante", "rilievo appuntito di terreno" e simili; Castelcucco, dunque, può essere tradotto come "castello sulla cima"[5][6].

I primi insediamenti umani risalgono al Paleolitico. Nel 1958, presso le cave della località Patt, vennero ritrovati i resti di utensili primitivi, costituiti da punte triangolari e raschiatoi semicircolari. Se a questi si aggiungono i rinvenimenti nelle vicine Asolo e Pagnano, si può concludere che la zona dei colli Asolani fu particolarmente frequentata tra i 100.000 e i 90.000 anni avanti Cristo. L'epoca paleolitica si caratterizzò per una serie di notevoli variazioni climatiche che, con l'alternarsi di periodi caldi a lunghe glaciazioni, costringevano uomini e animali a frequenti spostamenti verso sud, oltre la fascia alpina e prealpina (si spiega così il ritrovamento, sempre presso Patt, dei resti di un mammut). Il territorio di Castelcucco era particolarmente favorevole, in quanto i suoi antichi frequentatori potevano rifugiarsi presso le numerose caverne tuttora esistenti.

La presenza umana non cessò nel neolitico (5.000-2.000 a.C.): sempre alle cave di Patt è emerso altro materiale litico (manufatti in selce).[5]

Dai Protoliguri all'epoca romana

[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 2500 e il 1700 a.C. l'Asolano fu abitato dai Protoliguri che, probabilmente, si stabilirono sulle colline già frequentate dai popoli preistorici di cui si è già accennato.

Fu poi la volta degli Euganei e dei Paleoveneti, di cui però non sussistono tracce. Scarse sono anche le testimonianze romane; di questo periodo Alessio De Bon ricorda un'iscrizione collocata nel cimitero dell'eremo di Santa Giustina, presso il confine con Possagno.

Alla fine dell'epoca romana la zona di Castelcucco doveva essere stata evangelizzata, vista l'influenza della diocesi di Padova sull'area pedemontana.[5]

Non si hanno testimonianze riferibili alle invasioni barbariche, ma sono invece numerosi i reperti riferibili ai Longobardi. Questo popolo si preoccupò di recuperare il sistema difensivo lasciato dai romani, costituito da postazioni difensive sulle cime delle colline con funzioni di avvistamento e segnalazione.

A quest'epoca si fanno risalire alcuni toponimi (Fara, Braida…) e i titolari di diverse chiese; la stessa parrocchiale di Castelcucco è intitolata a san Giorgio, particolarmente caro a un popolo guerriero come quello longobardo. I reperti più rilevanti sono però rappresentati da due tombe, rinvenute nel 1874 nella zona dove oggi sorge il municipio: contenevano il piccolo corredo funebre di un fanciullo, ovvero una rarissima crocetta d'oro e delle fibbie risalenti al VII secolo.

Tutto ciò fa pensare all'esistenza di un insediamento di antiche origini occupato dai longobardi.[5]

Il basso medioevo

[modifica | modifica wikitesto]

Risale probabilmente a prima dell'anno Mille la fondazione di un luogo di culto cui faceva riferimento il villaggio.

In questo periodo cominciò a prendere forma il sistema delle regole, suddivisioni territoriali con una propria autonomia amministrativa. Si ha notizia di una regula de Castrocucho, costituita dai colmelli di Carpene e dei Patt, e, verso occidente, una regula de Collo Muxoni. Ogni regola comprendeva un luogo di culto, ovvero San Bartolomeo per Castelcucco e San Giorgio per Col Muson. Le due cappelle facevano riferimento alla chiesa matrice di Santa Giustina di Rover Possagno, la quale, tuttavia, perse via via d'importanza a favore della nuova pieve di Fonte. Nel 1297, tra le dipendenze di quest'ultima, si ha notizia della sola cappella S. Georgii de Castrocucho

Nelle adiacenze di ciascuna chiesetta sorgevano inoltre due fortilizi, appartenenti alla famiglia Maltraversi (non a caso detta anche "da Castelcucco"). Solo del castello di Col Muson resta ancora qualche traccia.

Pur mantenendo una propria autonomia, Castelcucco restava legata al comune di Treviso: nel 1315, ad esempio, il villaggio venne tassato per finanziare le mura della città.

Dopo un turbolento in cui si alternarono le dominazioni veneziana, austriaca e carrarese, dal 1388 anche Castelcucco fu definitivamente sottomessa al dominio della Serenissima come parte della podesteria di Asolo.[5]

La Repubblica di Venezia

[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1564, durante la visita pastorale del vescovo di Treviso Giorgio Corner, la cappella di Castelcucco appare ancora come filiale della pieve di Fonte. Nel suo territorio, oltre all'attuale parrocchiale, si contarono altre tre chiesette: San Lucia, San Margherita e San Bartolomeo.

Il paese fu pesantemente colpito dal terremoto di Santa Costanza del 1695: l'evento distrusse due case su tre, danneggiò la chiesa e provocò il crollo parziale della torre campanaria. La canonica, che fu pure distrutta, era ancora semidiroccata nel 1753, quando il vescovo Paolo Francesco Giustiniani, in visita pastorale, per poco non precipitò dal tavolato delle camere che era in parte sfondato.[5]

Dopo la caduta della Serenissima fu la volta di Napoleone. In questo periodo il paese dovette subire le violenze e le ruberie delle truppe francesi.

Nel 1806 ci fu un accorpamento di comuni: Castelcucco, Crespignaga, Monfumo e Pagnano persero la loro autonomia comunale diventando frazioni del comune di Asolo.

Nel 1810 il comune viene ricostituito.

Nel 1836 il paese subì un altro sisma che vide il crollo del vecchio e pericolante campanile[5].

Il comune di Castelcucco perse una seconda volta l'autonomia comunale anche nel '900: dal 1928 al 1946 fu nuovamente frazione di Asolo; nel 1946 tornerà definitivamente comune autonomo.

Lo stemma comunale e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 25 marzo 1993.[7]

«Di argento, al castello di rosso, murato di nero, merlato alla guelfa, formato dalla torre centrale merlata di cinque, chiusa di nero, finestrata di due finestre poste a sinistra e in palo, dello stesso, essa torre unita a destra alla cortina di muro, merlata di tre, finestrata di uno, di nero, a sua volta unita ad altra cortina di muro, vista in prospettiva, finestrata di uno, di nero, priva di merli, la torre centrale unita a sinistra alla stretta cortina di muro, priva di merli, a sua volta unita a sinistra ad altra torre, più stretta e più bassa della torre centrale, merlata di tre, finestrata di due in palo, di nero, esso castello fondato sulla pianura erbosa di verde. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica | modifica wikitesto]
Il campanile della chiesa arcipretale

Architetture religiose

[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa arcipretale di San Giorgio è collocata in un punto più basso rispetto alla piazza del paese, contrariamente all'abitudine diffusa che vede gli edifici religiosi posti nei punti più elevati. Da lontano dunque non è molto visibile e si può scorgere solo una parte del campanile. All'interno vi sono numerosi affreschi; il principale è quello di San Giorgio patrono del paese, raffigurato nell'atto di uccidere il drago. Qui si trova anche l'affresco nel quale Santa Lucia dona gli occhi alla Madonna. L'organo Tamburini è del 1942.

Sparsi per il paese si trovano numerosi capitelli dedicati a Santa Lucia, San Bartolomeo (San Bortolo), San Francesco, Santa Margherita, San Gaetano e Santa Giustina.

Architetture civili

[modifica | modifica wikitesto]
  • Palazzo Municipale: esempio di architettura civile del XX secolo, caratterizzato da una facciata sobria e funzionale.
  • Museo ex latteria - "El casel": conserva attrezzature d’epoca, documenti e registri contabili che testimoniano l’attività lattiero-casearia del passato. È un importante esempio di archeologia industriale e rurale, e offre uno sguardo sulla vita economica e sociale di Castelcucco nel XX secolo.
  • Villa Malfatti - Filippin - Andreatta: è un magnifico esempio di architettura settecentesca situata lungo la strada che da Castelcucco sale verso Paderno del Grappa. L’edificio si sviluppa su tre piani, con una finestra ad arco al centro e un piccolo timpano sul tetto. Gli interni sono decorati con eleganti stucchi ridipinti a tinte pesanti, che impreziosiscono i soffitti e le pareti delle stanze. La villa ha ospitato personaggi illustri come il famoso scrittore Sergio Saviane.
  • Villa Pinarello e Villa Saviane sono collegate alla villa principale e includono un oratorio retrostante, accessibile tramite un passaggio coperto.

Evoluzione demografica

[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere

[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2023 gli stranieri residenti nel comune erano 194, ovvero il 8,3% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[9]:

  1. Romania 54
  2. Senegal 32
  3. Marocco 29
  4. Macedonia del Nord 26
  5. Albania 13

Ogni anno, nel secondo week-end di luglio, viene allestita la "Festa della Birra".

Per tutto il mese di agosto invece, in Località San Bortolo si susseguono tre feste per tre weekend consecutivi, prima quella degli Alpini, successivamente quella dell'AVIS e infine la Festa del Cacciatore.

Vi si trovano asilo, scuola elementare e media, in cui spesso confluiscono alunni dai paesi limitrofi.

Amministrazione

[modifica | modifica wikitesto]
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 giugno 2022 in carica Paolo Mares lista civica Castelcucco nuova di centro-destra Sindaco [10]

Altre informazioni amministrative

[modifica | modifica wikitesto]

La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1928 il comune viene soppresso e i suoi territori aggregati al comune di Asolo; nel 1946 il comune viene ricostituito (Censimento 1936: pop. res. 1581).[11]

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ↑ Comune di Castelcucco, su comune.castelcucco.tv.it. URL consultato l'8 agosto 2026.
  5. 1 2 3 4 5 6 7 Comune di Castelcucco, Storia del comune, su sac3.halleysac.it. URL consultato il 29 marzo 2011.
  6. ↑ Carla Marcato, Castelcucco, in Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p. 162, ISBN 88-11-30500-4.
  7. ↑ Castelcucco, decreto 1993-03-25 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su Ufficio araldico, Fascicoli comunali, Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 27 settembre 2022.
  8. ↑ Dati tratti da:
  9. ↑ Bilancio demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2023 per sesso e cittadinanza, su demo.istat.it, ISTAT. URL consultato il 21 gennaio 2024.
  10. ↑ Elezioni Comunali di Castelcucco, su tuttitalia.it. URL consultato il 21 gennaio 2023..
  11. ↑ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
  Portale Treviso: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Treviso