Electronic Arts
| Electronic Arts | |
|---|---|
| Stato | |
| Forma societaria | Private company |
| Borse valori | NASDAQ: EA |
| ISIN | US2855121099 |
| Fondazione | 1982 |
| Fondata da | Trip Hawkins |
| Sede principale | Redwood City |
| Persone chiave |
|
| Prodotti | Videogiochi |
| Fatturato | 4,95 miliardi $[1] (2019) |
| Utile netto | 98 milioni $[1] (2013) |
| Dipendenti | 9 300[2] (2013) |
| Slogan | «Challenge everything» |
| Sito web | www.ea.com |
Electronic Arts (anche nota come EA) è una società statunitense attiva nel settore dei videogiochi. Fondata il 28 maggio 1982 da Trip Hawkins, ha sede a Redwood City nella Contea di San Mateo, in California. Sviluppa, pubblica e distribuisce videogiochi. Con oltre 40 anni di attività di primo piano, è uno dei più grandi editori di videogiochi del mondo.[3]
Storia
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Electronic Arts fu fondata il 28 maggio 1982 da Trip Hawkins dopo che questo lasciò la Apple, grazie alla cui grande crescita aveva accumulato un certo capitale come azionista.[4] Con la diffusione domestica degli home computer, soprattutto della Commodore, Hawkins ritenne che i tempi fossero maturi per aprire una società di videogiochi per computer.[4]
Per i primi sei mesi l'azienda fu finanziata personalmente da Hawkins e l'inizio fu lento; prima lavorava perlopiù da casa, poi con i primi dipendenti prese una sede a San Mateo.[4] Inizialmente l'azienda si chiamava Amazin' Software, ma il nome fu presto cambiato dopo una consultazione interna, scegliendone uno che promuovesse il videogioco come "forma d'arte".[4] Electronic Arts fu immaginata come un'editrice che puntava su qualità e professionalità, che dava credito ai game designer come artisti.[4]
I primi prodotti uscirono a primavera 1983 e includono Hard Hat Mack, Pinball Construction Set, Archon, M.U.L.E. e Murder on the Zinderneuf; si notavano per la cura anche nelle confezioni.[4] Nel 1983 uscì anche Julius Erving and Larry Bird Go One on One, in assoluto il primo videogioco di pallacanestro di successo, anche grazie alla presenza ufficiale di due veri cestisti celebri. Gettò le basi per EA Sports, l'etichetta usata dall'azienda per innumerevoli giochi sportivi.[5]
Hawkins fu aggressivo nei rapporti con i distributori, le cui quote di profitto furono ridotte rispetto agli standard. In autunno 1984 Larry Probst fu assunto come vicepresidente delle vendite e potenziò ancora l'organizzazione, in modo che l'azienda si occupasse direttamente anche della distribuzione. Electronic Arts arrivò anche a fare da distributrice per altre aziende, come Lucasfilm Games, Strategic Simulations e Interplay.[5]
La crisi dei videogiochi del 1983, che colpì soprattutto l'Atari e l'industria americana correlata dei giochi per console, fu superata bene dall'EA, soprattutto perché aveva puntato sui videogiochi per computer, un mercato che negli anni '80 esplose.[6]
Il successo di One on One fu ripetuto con altri giochi sportivi basati su nomi celebri, come Ferrari Formula One ed Earl Weaver Baseball. Il catalogo EA fu comunque molto diversificato già dai primi anni '80.[6]
Anche le piattaforme furono varie, partendo dai computer Apple II, Atari 800, PC IBM e soprattutto in termini di vendite Commodore 64. Lo stretto rapporto con la Commodore coinvolse subito EA anche nella produzione per il computer di nuova generazione Amiga.[6] In particolare si notò subito non con un videogioco, ma con l'applicativo di grafica 2D Deluxe Paint, una killer application dell'Amiga, divenuta per anni uno standard di fatto anche di livello professionale.[6] Molti noti videogiochi prodotti da altre aziende fecero uso di Deluxe Paint per lo sviluppo.[7]
Sempre sulla scia di One on One, Hawkins spinse per produrre un gioco approfondito di football americano e riuscì a coinvolgere l'allenatore John Madden, all'epoca molto celebre. Madden prestò non solo la propria immagine, ma fu ingaggiato anche come consulente nella progettazione del gioco. Così nel 1988 ebbe inizio la serie di John Madden Football, la più venduta e longeva dell'EA.[7] Quando nel 1990 EA pubblicò un capitolo della serie su Amiga e su Mega Drive (avendo iniziato a occuparsi anche di console), ne vendette 400 000 copie, risultato straordinario per l'epoca.[7]
Il successo dell'EA in ambito sportivo portò a produrre altre serie come FIFA, NBA Live e NHL. Non mancarono comunque molti titoli non sportivi, tra cui capolavori di ogni genere, anche interessanti per un pubblico più maturo, come Powermonger, Syndicate, Starflight, The Immortal, Might and Magic II, Centurion, King's Bounty, Budokan e Road Rash.[7]
Il 12 ottobre 2007 Electronic Arts ha acquisito BioWare e Pandemic Studios per 860 milioni di dollari.[8] A ottobre 2008 Electronic Arts pubblica i dati fiscali della compagnia, dove registra un calo dei profitti che le fa perdere 310 milioni di dollari e si trova costretta a licenziare circa 600 dipendenti[9].
Nel 2011 EA ha lanciato sul mercato Origin, una piattaforma per la distribuzione digitale del suo parco titoli PC, ponendosi in competizione con la piattaforma Steam di Valve: questo ha causato tensione tra le parti, con conseguenze sul parco titoli disponibile su quest'ultima piattaforma. Infatti Battlefield 3 e Battlefield 4, Need for Speed: The Run, The Sims 3, SimCity e Mass Effect 3 sono vincolati a Origin, comportando quindi la loro assenza su Steam.
Nel novembre 2019 EA comincia a riproporre i suoi titoli su Steam (a partire da Star Wars Jedi: Fallen Order), pur mantenendo il vincolo di tenere Origin installato e in esecuzione durante la riproduzione dei suoi prodotti[10]. Contestualmente Valve rende disponibile il servizio in abbonamento EA Play su Steam, che fornisce l'accesso a un catalogo di videogiochi pubblicati da Electronic Arts; per la prima volta Valve accetta che un servizio in abbonamento di una casa di sviluppo approdi sulla sua piattaforma.[11]
EA ha acquisito nel 2021 la britannica Codemasters; l'operazione segna un rafforzamento sul fronte corse, dove lo sviluppatore inglese detiene le licenze di Formula 1 e WRC.
Nell'agosto 2026 Electronic Arts è stata acquisita da un consorzio guidato dal Public Investment Fund (PIF) dell'Arabia Saudita, insieme a Silver Lake Partners e Affinity Partners, in un'operazione del valore di 55 miliardi di dollari che ha portato al delisting della società dal Nasdaq. Andrew Wilson è rimasto amministratore delegato.[12][13]
Attività e sedi
[modifica | modifica wikitesto]Electronic Arts copre con i suoi titoli tutti i generi di videogioco: sport, azione, strategia, simulazione, arcade, giochi di ruolo e avventura. Il portafoglio EA comprende successi mondiali a tema sportivo, con brand EA Sports, quali le serie di FIFA Football[14], Madden NFL e NBA Live. Il brand EA Games include sia titoli totalmente proprietari come le serie di successo The Sims e Need for Speed[14], Battlefield, Mass Effect, Dragon Age e come ultima uscita il gioco di genere Battle Royal Apex Legends, sia giochi basati su celebri licenze cinematografiche come i titoli legati a Harry Potter, James Bond, Il padrino, Il Signore degli Anelli e Catwoman. Tra i maggiori successi con marchio EA Sports Big (riservato solo alle console) c'è la fortunata serie SSX.
Un'area di crescente sviluppo per EA è quella del supporto e dei servizi per l'online gaming. EA supporta sia la modalità online di PlayStation 2, PlayStation 3, PlayStation 4 di Sony che la piattaforma Xbox Live di Microsoft, così come continua a sviluppare nuove funzionalità online per personal computer.
Ha importanti gaming studios a Burnaby (nella Columbia Britannica), a Vancouver, Montréal (in Canada) e a Orlando, per citarne alcuni.[15] Opera con la propria organizzazione commerciale in Austria, Australia, Barbados, Brasile, Canada, Cina, Corea, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Hong Kong, Italia (con sede a Milano dal 1997), Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Porto Rico, Portogallo, Regno Unito, Romania, Singapore, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica, Svezia, Svizzera, Thailandia e Taiwan.
Etichette
[modifica | modifica wikitesto]Principalmente a seconda del genere di videogioco, Electronic Arts pubblica i suoi prodotti sotto diverse etichette:
- EA Mythic (giochi di genere MMORPG)
- EA Sports (simulazione realistiche di sport)
- EA Bright Light (titoli quali Harry Potter, EA Playground, Boogie, etc.)
- EA Mobile (giochi per telefoni cellulari, iPod, precedentemente nota come JAMDAT)
- The Sims (Maxis) (serie di videogiochi di simulazione vita reale)
- Electronic Arts Square, K.K., creata come collaborazione tra Square e Electronic Arts. Società controllata al 70% da EA e al 30% da Square, non ha mai goduto di grandi successi e dopo la fusione di Square con Enix l'etichetta è stata acquisita interamente da EA.
Videogiochi famosi
[modifica | modifica wikitesto]Le principali serie edite da EA sono:
Nell'anno fiscale 2004, 27 titoli EA sono stati venduti a livello mondiale in oltre 1 milione di pezzi ciascuno e 6 serie hanno venduto più di 5 milioni di unità: si tratta del videogioco più venduto al mondo (The Sims), e anche di Need for Speed, Medal of Honor, FIFA, Il Signore degli Anelli e Madden NFL.
Centri EA
[modifica | modifica wikitesto]La società, tramite acquisizioni e assunzioni interne, ha creato un ampio numero di studios di sviluppo per videogiochi, alcuni sono tuttora in attività, altri sono stati chiusi nel corso degli anni.
Attivi
[modifica | modifica wikitesto]- EA Italia, Milano
- EA Mobile India, Hyderabad
- EA Motive, Montréal
- Codemasters
- Criterion Software a Guildford Regno Unito
- Digital Illusions Creative Entertainment a Stoccolma Svezia
- EA Canada a Burnaby Columbia Britannica
- EA China in Shanghai Cina
- EA Los Angeles a Los Angeles, California
- EA Mobile
- EA Montreal a Montréal Québec
- EA Casual Entertainment
- EA Mythic a Fairfax (Virginia)
- EA Korea a Seul Corea del Sud
- EA Byrnest a Mount Sinai New York
- EA Redwood Shores (attualmente nota con il nome Visceral Games) a Redwood City California
- EA Singapore
- EA Bright Lite Guildford, Surrey
- EA Phenomic a Ingelheim Germania
- EA Tiburon a Maitland (Florida)
- EA Salt Lake a Bountiful Utah (precedentemente Headgate Studios)
- EIS (European Integration Studio) a Madrid Spagna
- EA Mobile Romania Bucarest in Romania
- BioWare a Edmonton Canada e Austin Texas dal gennaio 2008
- The Sims Studio, dedicato alla serie The Sims da The Sims 3 in avanti. Dopo molti anni di successo con la serie The Sims, la Electronic Arts ha deciso di trasferire tutte le fasi dello sviluppo del videogioco dallo sviluppatore originale, la Maxis, alla divisione The Sims Studio, creata appositamente. Nel corso del 2008 Rod Humble è stato scelto come capo dello studio, mentre alla Maxis è stato dato il compito di occuparsi del progetto successivo della EA (Spore) fino a quando venne prodotto The Sims 4 dove il progetto venne riassegnato alla Maxis[16][17].
Chiusi
[modifica | modifica wikitesto]- Original HQ a San Mateo California, trasferito a Redwood City nel 1998.
- Origin Systems a Austin Texas acquisito nel 1992, chiuso nel 2004.
- Bullfrog Productions a Surrey, Inghilterra acquisito nel 1995, chiuso nel 2001.
- EA Baltimore in Baltimora creato nel 1995 come parte di Origin, chiuso nel 2001.
- Kesmai (noto precedentemente come GameStorm); acquisito nel 1999, chiuso nel 2001.
- EA Seattle a Seattle, Washington, precedentemente Manley & Associates acquisito nel 1996, chiuso nel 2002.
- Westwood Studios a Las Vegas Nevada acquisito nel 1998, chiuso nel 2003.
- EA Pacific (nota per un certo periodo anche come Westwood Pacific) a Irvine (CA) precedentemente parte di Virgin Interactive, acquisita con Westwood nel 1998, chiuso nel 2003.
- DICE Canada a London. L'acquisizione della casa madre Digital Illusions Creative Entertainment è stata completata il 2 ottobre 2006 e poche ore dopo lo studio è stato chiuso.
- EA Japan a Tokyo, Giappone chiusa durante una ristrutturazione delle filiali.
- EA UK a Chertsey Regno Unito.
- EA Chicago a Chicago, chiusa il 6 novembre 2007 dopo aver fallito il raggiungimento dei profitti stabiliti dal budget.[18]
- Pandemic Studios a Los Angeles, USA chiuso nel 2009.
- EA Black Box a Vancouver chiusa nel 2013.
- Maxis Emeryville, chiuso il 4 marzo 2015.
- Visceral Games, chiuso il 17 ottobre 2017
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 (EN) Profilo finanziario Electronic Arts su Google Finance, su google.com.
- ↑ (EN) NASDAQ:EA su Google Finance, su google.com.
- ↑ Retro Computer speciale n. 3, p. 58.
- 1 2 3 4 5 6 Retro Computer speciale n. 3, p. 59.
- 1 2 Retro Computer speciale n. 3, p. 60.
- 1 2 3 4 Retro Computer speciale n. 3, p. 61.
- 1 2 3 4 Retro Computer speciale n. 3, p. 62.
- ↑ Electronic Arts acquisisce BioWare/Pandemic, su hwupgrade.it, 12 ottobre 2007. URL consultato il 12 ottobre 2007.
- ↑ Electronic Arts perde 310 milioni di dollari e licenzia molti dipendenti, su gamesblog.it, 31 ottobre 2008. URL consultato il 31 ottobre 2008.
- ↑ Electronic Arts torna su Steam | Ufficiale, su hdblog.it, 28 ottobre 2019. URL consultato il 30 ottobre 2020.
- ↑ EA Play è ora disponibile su Steam, su ea.com, 31 agosto 2020. URL consultato il 30 ottobre 2020.
- ↑ MF Milano Finanza, Electronic Arts lascia Wall Street: il fondo saudita Pif completa il buyout da 55 miliardi di dollari | MilanoFinanza News, su MF Milano Finanza, 5 agosto 2026. URL consultato il 5 agosto 2026.
- ↑ (EN) Saudi-led group completes $55bn purchase of gaming giant EA, su www.bbc.com, 5 agosto 2026. URL consultato il 5 agosto 2026.
- 1 2 3 4 5 Scegli i migliori del 2008!, in Play Generation, n. 38, Edizioni Master, marzo 2009, p. 32, ISSN 1827-6105.
- ↑ About Us - Locations, su aboutus.ea.com, Electronic Arts (archiviato dall'url originale il 19 agosto 2011).
- ↑ The Sims Studio Archiviato il 22 ottobre 2011 in Internet Archive. sul sito IGN.
- ↑ Spore, su uk.games.ign.com (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2011).
- ↑ Chiusura EA Chicago, su kotaku.com. URL consultato il 21 dicembre 2007 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2008).
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- “We See Farther” - La storia di Electronic Arts, in Retro Computer, speciale n. 3, Cernusco sul Naviglio, Sprea, luglio/agosto 2025, pp. 58-62, ISSN 3034-8676.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Electronic Arts
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito ufficiale, su ea.com.
- Electronic Arts (canale), su YouTube.
- (EN) Electronic Arts, Inc., su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Opere di Electronic Arts, su MLOL, Horizons Unlimited.
- (EN) Electronic Arts, su GitHub.
- (EN) Electronic Arts, su MobyGames, Blue Flame Labs.
- (EN) Electronic Arts, su The Visual Novel Database.
- (EN) Electronic Arts, Inc. / EA Games, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Electronic Arts, su IMDb, IMDb.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 137191582 · ISNI (EN) 0000 0001 2291 0054 · LCCN (EN) n93043443 · GND (DE) 2149193-8 · BNE (ES) XX132366 (data) · BNF (FR) cb140318401 (data) · J9U (EN, HE) 987007404017605171 |
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