easyJet
| easyJet | |
|---|---|
| Stato | |
| Forma societaria | Public limited company |
| Borse valori | LSE: EZJ |
| ISIN | GB00B7KR2P84 |
| Fondazione | 18 ottobre 1995 a Londra |
| Fondata da | Stelios Haji-Ioannou |
| Sede principale | Luton |
| Controllate | easyJet Europe easyJet Switzerland |
| Settore | Trasporto |
| Prodotti | compagnia aerea |
| Fatturato | 8,17 miliardi di £ (2024) |
| Utile netto | 452 milioni di £ (2024) |
| Dipendenti | 16.000 (2025) |
| Slogan | «"Get Out There!" "europe by easyJet" "business by easyJet" "This is Generation easyJet" "Why Not?"» |
| Sito web | easyjet.com |
| Compagnia aerea a basso costo | |
| Codice IATA | U2 |
| Codice ICAO | EZY |
| Indicativo di chiamata | EASY |
| COA | 2091 |
| Primo volo | Aprile 1996 |
| Hub | |
| Flotta | 368 (nel 2026) |
| Destinazioni | 164 (nel 2026) |
| Voci di compagnie aeree presenti su Wikipedia | |
easyJet è una compagnia aerea a basso costo britannica, conosciuta ufficialmente come easyJet Airline Company Limited (plc). Ha sede presso l'aeroporto di Londra-Luton (Gran Bretagna) e possiede numerose basi d'armamento sia nel Regno Unito (la maggiore è all'aeroporto di Londra-Gatwick) che in diversi paesi dell'Unione europea, di cui la principale è Milano-Malpensa, in Italia.
Il proprietario del pacchetto di maggioranza è l'uomo d'affari greco-cipriota Stelios Haji-Ioannou, che controlla anche altre imprese dell'easyGroup, con investimenti in vari settori, dai viaggi a palestre e bar. È la seconda compagnia aerea low cost più grande d'Europa dopo Ryanair.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]I primi anni
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EasyJet fu fondata da Stelios Haji-Ioannou il 18 ottobre 1995. L'imprenditore greco-cipriota, erede di una dinastia attiva nel settore delle spedizioni marittime, cominciò ad interessarsi all'aviazione nella prima metà degli anni '90. In particolare, studiò a lungo la compagnia statunitense Southwest Airlines, che in quegli anni aveva introdotto con successo il modello di compagnia a basso costo, e si convinse che nel mercato inglese ci fosse sufficiente spazio per replicarlo. Dopo aver ottenuto dal padre un prestito di 5 milioni di sterline, Haji-Ioannou prese due Boeing 737-200 in leasing da GB Airways, con cui aprì una base presso Londra-Luton, all'epoca considerato l'aeroporto più economico nei dintorni di Londra.[1] Il 30 novembre 1995 ebbero inizio le operazioni di volo, con due rotte verso Glasgow e Edimburgo.[2]
La compagnia si distinse da subito per una strategia commerciale molto riconoscibile. Gli aerei presentavano una livrea dal caratteristico colore arancione, e lungo la fusoliera era ben visibile il numero di telefono del call center della compagnia. Il fondatore riteneva infatti che il tradizionale sistema di vendita dei biglietti aerei, che prevedeva che le aerolinee si affidassero a agenzie di vendita in cambio di una quota dei ricavi, fosse inefficiente e costoso, e voleva invece che i passeggeri prenotassero i voli rivolgendosi direttamente ad easyJet. La strategia si rivelò un successo, con la compagnia che da subito fu in grado di ricavare molti più soldi da ogni passeggero rispetto ai concorrenti. Sul finire degli anni '90, con la diffusione di internet, la livrea fu aggiornata e al posto dei numeri di telefono venne scritto in grande l'indirizzo del sito della compagnia.[3] In quegli anni la popolarità di easyJet sul mercato crebbe notevolmente, aiutata dalla visibilità del suo fondatore, che di frequente rilasciava interviste e provocazioni. Inoltre, sul finire degli anni '90 la compagnia fu usata come set per un popolare documentario dal nome Airline, che veniva trasmesso in tutto il Regno Unito raggiungendo milioni di telespettatori.[3]
Nel marzo 1996 la compagnia ricevette i suoi primi aerei di proprietà, dei Boeing 737-300, con cui avviò i primi collegamenti internazionali verso Amsterdam e Nizza. L'anno successivo easyJet ottenne il proprio certificato di operatore aereo, grazie al quale potè iniziare a operare autonomamente tutti i propri voli. Inoltre, venne aperta la seconda base della compagnia, presso l'aeroporto di Liverpool.[1]
Il 5 novembre 2000 easyJet venne quotata in borsa, presso il London Stock Exchange, con una capitalizzazione iniziale di 777 milioni di sterline.[2]
L'espansione internazionale
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Nel marzo 1998 acquistò il 40% delle azioni della compagnia svizzera TEA Switzerland, che venne rinominata easyJet Switzerland, continuando a operare con un proprio certificato elvetico. Nello stesso anno easyJet espanse e modernizzò la flotta, con un ordine di 15 Boeing 737-700, a cui ne vennero aggiunti ulteriori 17 dopo la consegna del primo esemplare nel 2000.[1]
La continua crescita convinse le compagnie tradizionali ad adottare contromisure. Già nel 1997 KLM avviò una campagna di forti ribassi dei prezzi tra Paesi Bassi e Regno Unito. Per quanto riguarda British Airways, la compagnia di bandiera inglese decise in un primo momento di non reagire alla diffusione delle nuove low-cost, come easyJet o Ryanair, sostenendo che i passeggeri si sarebbero presto stancati del livello inferiore dei servizi. Tuttavia, vista la continua espansione, British Airways decise nel 1998 di lanciare una propria sussidiaria a basso costo, Go Fly, con cui easyJet iniziò una lunga battaglia legale.[4]
La crisi del trasporto aereo seguita all'11 settembre 2001 si rivelò un'opportunità di crescita per easyJet, che dopo aver presentato utili per il suo primo anno dalla quotazione in borsa, nel maggio 2002 acquisì proprio la rivale Go Fly, diventando la low-cost più grande d'Europa per flotta, e ereditando numerose nuove basi a Londra-Stansted, Bristol e East Midlands.[1]
Nel frattempo, tra gli azionisti crebbero le perplessità intorno alla figura di Stelios Haji-Ioannou, che gestiva la compagnia in modo molto personale e diretto. Nel novembre 2002 l'imprenditore si dimise dal ruolo di presidente della compagnia, venendo sostituito da Colin Chandler, ma mantenne una quota di minoranza delle azioni.[1]
La nuova gestione della compagnia impresse numerosi cambiamenti, che avviarono la trasformazione da compagnia ultra low-cost a un modello sempre economico, ma meno radicale. La prima decisione, a cui Haji-Ioannou era sempre stato contrario, riguardò il passaggio a un nuovo fornitore di aerei. Fino al settembre 2003 furono adoperati esclusivamente aerei della famiglia Boeing 737, preferiti anche da molte altre compagnie low cost; nell'ottobre 2002, l'azienda annunciò la volontà di iniziare una transizione verso aeromobili Airbus, ordinando 120 Airbus A319, le cui consegne iniziarono nell'autunno 2003. Dietro richiesta della compagnia, su questi modelli è stato aumentato il numero di uscite d'emergenza, situate presso la superficie alare, da 2 a 4. In questo modo è stato possibile aumentare il numero di sedili a bordo, pur mantenendo la capacità di evacuare l'aereo entro il limite prescritto di 90 secondi. Nel maggio 2005 la compagnia raggiunse i 100 milioni di passeggeri trasportati.[4]
Un altro cambiamento riguardò la strategia delle rotte, con la decisione di aprire molti collegamenti verso aeroporti principali nelle grandi città, e di non concentrarsi esclusivamente sugli scali secondari e più economici. Già nel 2002 easyJet aprì una base a Londra-Gatwick, e tra il 2003 e il 2007 vennero inaugurate nuove basi in diversi grandi aeroporti in giro per l'Europa, tra cui Amsterdam, Berlino, Madrid, Milano e Parigi-Charles de Gaulle.[4]
Nell'ottobre 2007 easyJet acquisì un'altra compagnia aerea, GB Airways, la stessa che dodici anni prima le aveva affittato gli aerei per i suoi primi voli. Questo permise ad easyJet di diventare la compagnia più grande all'aeroporto di Londra-Gatwick, con quasi il 25% degli slot, oltre a lanciare una nuova base a Manchester.[1] Grazie alla flotta di GB Airways, easyJet si trovò ad operare aeromobili più grandi della famiglia Airbus A320, e a ciò si aggiunse la crisi del 2008 che richiese aerei più efficienti. La compagnia si convinse quindi a trasformare gli oltre 115 Airbus ancora in consegna da A319 ai più capienti A320-200. L'ultimo A319 venne consegnato nel luglio del 2011, e da quel momento la compagnia ha ricevuto solo aerei di taglia più grande.[4]
Nel 2010 la compagnia attraversò una battaglia interna al consiglio di amministrazione. Il fondatore e vecchio presidente Haji-Ioannou, che ancora conservava diritto di veto, tentò di opporsi alle recenti decisioni, e in particolare al piano di espansione giudicato troppo aggressivo. Non riuscendo nel suo intento, fu costretto a dimettersi e a cedere una parte delle azioni che ancora conservava, perdendo ogni diritto di voto in consiglio. Da quel momento, pur essendo fuori da qualsiasi incarico dirigenziale, Haji-Ioannou continua a percepire i diritti per l'impiego del marchio "easy", da lui registrato e che la compagnia noleggia per poter continuare a usarlo.[1]
Nel 2015 easyJet ha presentato una nuova livrea. La classica scritta sulla fusoliera che rimandava al sito venne sostituita da un'ampia fascia triangolare, che dalla prua scende fino a dietro le ali. Il nome ha mantenuto lo stesso carattere grafico, ma è ora più piccolo e scritto in bianco su fondo arancione anche sulle fiancate.
Nel luglio 2017, in vista dell'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, venne creata easyJet Europe, una compagnia con un certificato di operatore aereo autonomo e basata in Austria. Ad essa sono stati trasferiti i dipendenti e gli aerei impiegati nell'UE e non basati nel Regno Unito, in modo da poter continuare a operare secondo le regole del mercato unico europeo.[4] A novembre dello stesso anno, a seguito del fallimento di Air Berlin, easyJet ha preso 25 aerei appartenuti alla compagnia tedesca, con cui ha anche aperto una nuova base all'aeroporto di Berlino-Tegel.[5]
Sviluppi recenti
[modifica | modifica wikitesto]Nel maggio del 2026 il fondo di investimento Castlelake ha manifestato interesse ad acquistare easyJet. L'offerta sottoposta agli azionisti valutava ciascuna azione 5,90 dollari.[6] Il consiglio di amministrazione ha respinto l'offerta, dando il via ad una serie di rilanci, durante i quali anche il fondo rivale Apollo ha presentato un'offerta concorrente. Ad agosto la dirigenza ha fatto sapere di aver accettato la proposta di quest'ultimo, che si impegna ad acquistare il 49,9% delle azioni della compagnia, valutata 6,6 miliardi di dollari. In questo modo, la maggioranza rimarrebbe in mano a investitori dell'Unione Europea, rispettando i requisiti per considerare la compagnia comunitaria.[7]
Basi storiche
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Il 9 marzo 2006 viene inaugurata, alla presenza del CEO Andy Harrison la base di Milano-Malpensa. Il primo volo commerciale effettuato è stato il MXP AGP MXP il 10 marzo 2006. La base fu dotata inizialmente di 3 aerei, A319, ma ben presto la flotta basata aumento' notevolmente fino a ben 22 aerei basati durante l'estate 2019.
Il 2 novembre 2009 viene poi inaugurata la base di Roma Fiumicino, dotata inizialmente di 3 aerei.
La base di Dortmund, in Germania, è stata chiusa nel 2008 a causa delle perdite che generava. Parte dei voli, subito dopo la chiusura della base, rimase attiva, venendo operata con aeromobili basati in altri aeroporti, ma alla fine la compagnia chiuse tutti i collegamenti mantenendo solo quello per Londra-Luton. La base di East Midlands, vicino a Nottingham, nel Regno Unito, è stata chiusa a inizio 2010.
Nel 2012, poi, si assiste alla chiusura della base di Madrid a causa di un aumento delle tasse aeroportuali da parte di AENA, l'ente che gestisce l'aeroporto. Numerosi voli da e per Madrid vengono comunque operati da altre basi. Il 18 giugno 2015 la compagnia annuncia che lascerà progressivamente la base di Roma-Fiumicino a causa degli elevati costi di gestione e del basso indice di puntualità garantito dallo scalo. La maggior parte delle tratte da e verso lo scalo è stata comunque mantenuta, anche se gli 8 aerei e relativi equipaggi verranno trasferiti per rinforzare le basi di Milano-Malpensa e Napoli e per aprire Venezia.
Nello stesso anno la compagnia ha ricevuto il suo 200º aereo Airbus. Per l'occasione il mezzo (un A320) è stato verniciato con una particolare livrea: la fusoliera è totalmente arancione, con la scritta easyJet in bianco, la cui grafica è la stessa mantenuta dalla compagnia fino al 2015.
Dal 1º settembre 2020 Easyjet chiude i suoi hub a Londra Stansted, Newcastle e Southend.
Il 31 ottobre 2020 Easyjet trasferisce i voli effettuati sull'ormai vecchio e trafficato aeroporto di Berlino-Tegel al nuovo aeroporto di Berlino-Brandeburgo.
Il 1 aprile 2025 Easyjet annuncia il ripristino di una base a Roma Fiumicino per un totale di 16 rotte.
Risultati d'esercizio
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2015 easyJet ha registrato ricavi totali in crescita a 4,686 miliardi di sterline (rispetto ai 4,527 dell'anno precedente) e utili d’esercizio in crescita del 18,1% a 686 milioni di sterline, rispetto ai 581 milioni dell'anno precedente. Il numero di passeggeri, è salito del 6% a 68,6 milioni.
Flotta
[modifica | modifica wikitesto]Flotta attuale
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La flotta di easyJet comprende esclusivamente aeromobili Airbus della famiglia A320. Ad agosto 2026, la flotta totale di easyJet (comprensiva di easyJet UK, easyJet Switzerland e easyJet Europe) è così composta:[8]
| Aereo | In flotta | Ordini | Passeggeri | Operatore | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| Y | |||||
| Airbus A319-100 | 44 | — | 156 | easyJet UK | |
| 35 | easyJet Europe | ||||
| Airbus A320-200 | 81 | — | 180/186 | easyJet UK | Maggiore operatore. G-EZOA in livrea "easyjet Holidays". |
| 75 | easyJet Europe | OE-IJW in livrea "Malaga". OE-INI in livrea "Berlin". OE-IVA in livrea "Austria". | |||
| 24 | easyJet Switzerland | ||||
| Airbus A320neo | 51 | 122 | 186/188 | easyJet UK | G-UZHE, G-UZLV, G-UZLW, G-UZLX e G-UZMA in livrea "NEO". G-UZHO e G-UZLF in livrea "Europcar". |
| 20 | easyJet Europe | OE-LSF, OE-LSM, OE-LSN, OE-LSO,
OE-LSP, OE-LSU e OE-LSV in livrea "NEO". | |||
| 7 | easyJet Switzerland | HB-AYE, HB-AYN, HB-AYO e HB-AYQ in livrea "NEO". | |||
| Airbus A321neo | 20 | 155 | 235 | easyJet UK | [9] |
| 11 | easyJet Europe | OE-ISH in livrea "400th Airbus". | |||
| Totale | 368 | 277 | |||
Flotta storica
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Nel corso degli anni, EasyJet ha operato con i seguenti aeromobili:[8]
| Aereo | Esemplari | Inserimento | Dismissione | Note |
|---|---|---|---|---|
| Boeing 737-200 | 2 | 1996 | 1997 | In leasing da Go Fly. |
| Boeing 737-300 | 50 | 1996 | 2006 | |
| Boeing 737-700 | 33 | 2000 | 2011 | |
| Boeing 757-200 | 4 | 2010 | 2010 | [10] |
| British Aerospace BAe 146 | 4 | 2010 | 2012 | [11] |
| Embraer E190 | 1 | 2019 | 2019 | [12] |
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 7 (EN) easyJet: How 30 years have flown, su key.aero, 15 ottobre 2025. URL consultato il 20 agosto 2026.
- 1 2 (EN) EasyJet's flight path from start-up to takeover deal, su globalbankingandfinance.com, 5 luglio 2026. URL consultato il 20 agosto 2026.
- 1 2 (EN) Named on a napkin: EasyJet celebrates 30 years, su bbc.com, 20 novembre 2025. URL consultato il 20 agosto 2026.
- 1 2 3 4 5 (EN) A History Of easyJet - From 2 Routes To European Giant, su simpleflying.com, 12 agosto 2023. URL consultato il 20 agosto 2026.
- ↑ (EN) EasyJet in Deal to Take Over Air Berlin A320 Plane Leases, Slots, su bloomberg.com, 27 ottobre 2017. URL consultato il 20 agosto 2026.
- ↑ Easyjet accetta l’ultima offerta del fondo Castlelake ed è ufficialmente in vendita: che cosa succederà ora, su theflightclub.it, 6 luglio 2026. URL consultato il 20 agosto 2026.
- ↑ La compagnia aerea EasyJet ha accettato di farsi comprare dalla società d’investimento Apollo per 6,6 miliardi di euro, su ilpost.it, 6 agosto 2026. URL consultato il 20 agosto 2026.
- 1 2 easyJet (Group) Fleet Details and History, su planespotters.net. URL consultato il 20 agosto 2026.
- ↑ Easyjet ordina 257 aerei e torna al dividendo, su ilsole24ore.com. URL consultato il 29 gennaio 2024.
- ↑ (EN) What Happened To easyJet’s Boeing 757 Aircraft?, su simpleflying.com.
- ↑ (EN) WDL BAe 146s fly for EasyJet, su smiliner.com. URL consultato il 22 dicembre 2019 (archiviato dall'url originale il 22 dicembre 2019).
- ↑ (EN) WDL Aviation concludes wet lease agreemet with easyJet, su wdl-aviation.de. URL consultato il 14 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2019).
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su easyJet
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su easyjet.com.
- easyJet (canale), su YouTube.
- (EN) easyJet Fleet Details and History, su planespotters.net.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 129219299 · LCCN (EN) n2006010079 · GND (DE) 7641476-0 |
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