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Mark VIII

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Mark VIII Tank
Un Mark VIII britannico.
Descrizione
Tipocarro armato pesante
Equipaggio10-12 membri: 1 capocarro, 1 conduttore, 2 cannonieri, 2 serventi, 2 mitraglieri, 1 meccanico
CostruttoreUK: North British Locomotive Company
US: Rock Island Arsenal
Data impostazione1917
Esemplari125
Costo unitario5.000 £
Dimensioni e peso
Lunghezza10,41 m
Larghezza2,7 m (3,56 m compresi gli sponson)
Altezza3,12 m
Peso38 t
Propulsione e tecnica
MotoreRicardo o Liberty L-12, benzina
Potenza300 hp (220 kW)
Rapporto peso/potenza7,89 hp/t
Trazionecingolato
Prestazioni
Velocità8,45 km/h
Velocità max10 km/h
Autonomia80 km
Armamento e corazzatura
Armamento primario2 × QF 6-pounder 6 cwt Hotchkiss da 57 mm
Armamento secondario7 × Hotchkiss Mle 1914 cal. 7,92 mm o 5 × Browning M1917 cal. .30
Corazzatura16 mm
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Il Mark VIII Tank, conosciuto anche come Liberty o The International, era un carro armato pesante anglo-americano della prima guerra mondiale, pensato per superare i limiti dei primi progetti britannici e come sforzo congiunto per equipaggiare Francia, Regno Unito e Stati Uniti d'America con un singolo modello di carro pesante.

Si prevedeva che la produzione in uno stabilimento in Francia avrebbe sfruttato la capacità industriale statunitense di produrre le componenti automobilistiche, mentre il Regno Unito si sarebbe occupato degli scafi blindati e degli armamenti. I ritmi di produzione previsti avrebbero dovuto consentire di equipaggiare gli eserciti alleati con una vasta forza corazzata, con la quale sfondare le linee tedesche nella prevista offensiva del 1919. In realtà, la produzione si rivelò estremamente lenta e solo pochi esemplari furono prodotti prima della fine delle ostilità nel novembre 1918.

Dopo la guerra, cento veicoli assemblati negli Stati Uniti furono impiegati dallo US Army fino all'ingresso in servizio, nel 1932, di progetti più moderni. Alcuni esemplari non demoliti vennero offerti al Canada all'inizio della seconda guerra mondiale per compiti addestrativi[1].

Con il progredire del conflitto, la capacità industriale della Triplice intesa era ormai al limite. Tra gli alleati, solo Regno Unito e Francia erano grandi nazioni industrializzate nel 1914, e quest'ultima perse il 70% dell'industria pesante quando i tedeschi occuparono la parte rimanente di Lorena che ancora non avevano occupato nel 1871. La produzione inglese era invece limitata dal debito pubblico in ascesa e dalla scarsità di manodopera dovuta all'arruolamento.

Con l'ingresso degli Stati Uniti nel conflitto il 6 aprile 1917, molti in Inghilterra sperarono di aver risolto tutti questi problemi. I due uomini a capo della produzione britannica di carri, Eustace Tennyson d'Eyncourt e Albert Gerald Stern, inizialmente pensarono immediatamente di inviare una delegazione negli Stati Uniti, per convincere il nuovo alleato ad avviare la produzione di carri di progettazione britannica[2]. Successivamente decisero di lasciare libera iniziativa agli statunitensi. Nel giugno del 1917 avvennero i primi approcci da parte americana, non dall'US Army come ci si aspettava, ma dalla US Navy, che voleva i carri armati più moderni per il suo Corpo dei Marines degli Stati Uniti. In quel momento, il carro britannico in produzione era il Mark VI, che stato progettato tenendo conto delle capacità industriali britanniche esistenti, i cui limiti avrebbero potuto essere superati da impianti di produzione americani più grandi. Stern finse quindi che esistesse già un progetto ancora più avanzato, che chiamò Mark VIII (esisteva anche un progetto Mark VII, molto più convenzionale) e invitò gli americani a partecipare e a contribuire come desideravano alla sua progettazione. La marina era sul punto di inviare una squadra di ingegneri in Gran Bretagna quando il Dipartimento della Guerra, che era stato informato degli sviluppi dall'addetto militare statunitense a Londra, ordinò che il progetto fosse trasferito all'esercito e selezionò il maggiore H. W. Alden, che in tempo di pace era stato un esperto industriale, per recarsi nel Regno Unito e lavorare con il team di progettazione di Dollis Hill sui primi disegni del nuovo carro armato. Alden arrivò a Londra il 3 ottobre, scoprendo che gran parte del lavoro di progettazione era già stato svolto dal tenente G. J. Rackham, che era stato inviato al fronte per vedere di persona come si comportavano i modelli di carro in servizio nelle condizioni disastrose i campi di battaglia nelle Fiandre[2].

"International Tank"

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Vista frontale.

L'esercito statunitense aveva stabilito il proprio quartier generale in Francia e a settembre decise di formare il proprio corpo corazzato con 25 battaglioni corazzati, inclusi cinque battaglioni di carri armati pesanti. Per equipaggiare questi ultimi, il maggiore James A. Drain, ufficiale di stato maggiore del generale Pershing e responsabile dell'organizzazione iniziale della forza corazzata, ordinò provvisoriamente dagli inglesi 600 carri armati Mark VI (allora in fase di sviluppo) nell'ottobre del 1917[3]. L'esercito tentò di convincere il Dipartimento della Guerra a dirottare tutti i carri armati disponibili all'esercito, il che portò a un conflitto con la marina (il primo di molti che sarebbero seguiti su questa questione). Ciò creò seri problemi per il governo britannico, poiché sembrava che il coinvolgimento americano nella guerra avrebbe significato un numero minore di carri armati disponibili per le forze britanniche. Inoltre, il 4 febbraio 1917 erano stati stipulati accordi vincolanti con la Francia sulla produzione di carri armati, accordi che dovevano essere rinegoziati.

Winston Churchill, nuovo Minister of Munitions, era stato appena costretto a licenziare Stern dalla carica di direttore del Dipartimento di Approvvigionamento Meccanico a causa dei suoi errori nella gestione del progetto del carro armato Mark IV, che avevano portato a enormi ritardi nella produzione. Nel tentativo di accelerare la produzione nei primi tempi, aveva suscitato malumori tra le autorità civili e militari[3]. A settembre, Stern venne nominato al nuovo incarico di Commissario per la guerra meccanica (Sezione Affari esteri e alleati) con il compito di coordinare la produzione di carri armati con gli Stati Uniti e la Francia[3]. Stern si recò in Francia per incontrare il ministro francese per gli armamenti, Louis Loucheur, e il comandante in capo americano, John Pershing. Loucheur chiarì fin da subito che la Francia non aveva nulla da offrire in termini di impianti di produzione esistenti. Ciò non sorprese Stern, che aveva già preparato un "Piano internazionale" di dieci punti (in realtà un accordo bilaterale tra Stati Uniti e Gran Bretagna) che ora riuscì a far accettare dagli americani. Il piano fu sottoposto a Churchill il 11 novembre e in questa riunione emerse per la prima volta il nome "Liberty" per il nuovo carro[2]. La prima riunione progettuale avvenne il 4 dicembre in Francia[3] e l'approvazione di Churchill arrivò subito dopo. L'accordo formale fu firmato il 19 gennaio 1918 dal segretario degli esteri Arthur James Balfour e dall'ambasciatore americano Walter Hines Page. Il trattato specificava il programma con grande dettaglio. I primi 1.500 carri avrebbero dovuto essere prodotti entro la fine dell'anno e lo stabilimento doveva essere espandibile per portare la produzione fino a 1.200 mezzi al mese. Tuttavia questi obiettivi si rivelarono troppo ambiziosi considerando che non esisteva ancora un progetto definitivo né una fabbrica e che la produzione inglesi di carri raggiungeva nel 2018 appena 150 carri al mese.

Gli Stati Uniti avrebbero fornito: motore, radiatore, ventola, tubolature, marmitta, impianto di illuminazione, dinamo, batterie, trasmissione, cambio, frizioni e freni di sterzo, impianto frenante, ruote dentate, perni e maglie dei cingoli[2]. Alla Gran Bretagna invece spettavano: piastre corazzate e rivetti, elementi strutturali del telaio, pattini dei cingoli, cannoni e mitragliatrici e relativi affusti, munizioni e relative rastrelliere[3].

Il prezzo concordato era di 5.000 sterline per carro.

A dicembre 1917 vennero cancellati gli ordinativi per il Mark VI[3], assicurando al Mark VIII il ruolo di nuovo carro alleato standard.

Il governo francese sperava di ricevere gratuitamente 700 Mark VIII. Tuttavia, soffrendo la mancanza di manodopera e materie prime, i francesi non si mostrarono disposti a fornire alcuna struttura per la produzione del carro armato internazionale. Ben presto gli americani decisero di costruire una nuovissima fabbrica di assemblaggio a Neuvy-Pailloux, 320 km a sud di Parigi, affidando l'incarico a un'azienda britannica. Lungi dal produrre il suo primo carro armato in aprile, la fabbrica non era ancora terminata a giugno. In agosto, quindi, affidarono l'incarico a un'altra azienda britannica. Questa completò la fabbrica a novembre, quando la guerra era già finita, senza che un solo carro vi venisse prodotto.

Vi furono inoltre seri ritardi anche nella produzione della componentistica. Il motore Liberty con i suoi costosi cilindri in acciaio trafilato venne riprogettato per accogliere più economici cilindri in ghisa[4], entrando in produzione solo ad ottobre. Nonostante questi ritardi, c'erano piani per produrre altri 1.500 carri armati negli Stati Uniti, oltre alla produzione condivisa in Francia. Ciò non fu possibile a causa della mancanza di corazzature e cannoni, quindi anche questa produzione ulteriore doveva essere effettuata in Francia[5].

Gli inglesi terminarono lo scafo prototipo, realizzato in acciaio non temprato, a luglio e lo inviarono negli Stati Uniti[5]. All'arrivo si scoprì che non erano disponibili parti prodotte in serie per completare il prototipo, così la Locomobile Automobile Company di Bridgeport, nel Connecticut, le realizzò tutte a mano, completando il primo veicolo il 28 settembre. I test iniziarono il 31 ottobre.[6]. Solo allora l'armamento fu spedito dalla Gran Bretagna e vennero installati due cannoni e dieci mitragliatrici Hotchkiss Mle 1914.

I test furono completati dopo la guerra e si decise di costruire 100 veicoli negli Stati Uniti; questi furono costruiti nel 1919 e nel 1920 dall'arsenale di Rock Island per 35.000 dollari ciascuno. Gli Stati Uniti acquistarono dagli inglesi 100 set completi di parti per lo scafo, l'intera quantità che era stata completata. Nel frattempo, il governo britannico aveva deciso di avviare la propria produzione in Gran Bretagna. Furono ordinati 1.450 veicoli a North British Locomotive Company, William Beardmore and Company e Metropolitan, motorizzati con un Ricardo V12 da 300 hp. Solo la North British riuscì produrre qualcosa prima della fine della guerra, con sette carri completati[5]. Il prototipo in acciaio dolce e motore Rolls-Royce[5] venne testato il 11 novembre, giorno dell'armistizio di Compiègne.

Con i componenti già prodotti, dopo la guerra furono completati altri 24 veicoli. Cinque furono inviati al centro di addestramento di Bovington, nel Dorset, e gli altri finirono direttamente al rottamatore.

Nel 1918, la preoccupazione allora prevalente per le capacità di attraversamento delle trincee portò alla progettazione di un carro armato ancora più lungo: il 'Mark VIII* (Star, stella). Lo scafo doveva essere allungato di ben tre metri: 1,2 m nella parte anteriore e 1,8 m in quella posteriore. In questo modo avrebbe dovuto essere in grado di attraversare una trincea larga 5,5 m. Per garantire che il carro armato potesse girare, nonostante il suo rapporto lunghezza-larghezza criticamente elevato, il profilo inferiore dei cingoli sarebbe stato più curvato, in modo che solo un tratto minore dei cingoli fosse costantemente a contatto col suolo. Ciò aumentava la pressione al suolo, complice un aumento del peso del mezzo a 43,2 t: se il carro armato fosse affondato anche solo un po' nel terreno soffice, è improbabile che sarebbe stato in grado di girare. Non fu costruito alcun prototipo.

Impiego operativo

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Gli inglesi non assegnarono mai i loro Mark VIII ad unità operative.

I "Liberty" americani equipaggiarono una sola unità: il 67th Infantry Regiment (Tank), con sede ad Aberdeen, nel Maryland. La curiosa denominazione dell'unità derivava dal fatto che, dal 1920, per legge, tutti i carri armati dovevano appartenere alla fanteria. Le due postazioni per mitragliatrici ai lati della sovrastruttura furono eliminate, in modo da ridurre l'equipaggio a dieci uomini. Vennero utilizzate mitragliatrici Browning M1917 raffreddate ad acqua. Nonostante le numerose modifiche, i veicoli soffrivano di problemi di surriscaldamento e di scarsa affidabilità, alimentando un pregiudizio negativo dell'US Army nei confronti dei carri pesanti. Dal 1932 in poi furono gradualmente ritirati; entro il 1934 erano tutti in deposito. Nel 1940, il Canada soffriva di carenza di carri armati da addestramento e gli furono offerti i carri armati rimanenti al valore di rottame, ma i canadesi optarono invece per l'acquisto di M1917 light tank[1].

Spaccato di un Mark VIII.

Il Mark VIII conservava molte delle caratteristiche generali della serie Mark I-V: presentava il tipico profilo dei cingoli alto e avvolgente e, invece di una torretta girevole, due mensoloni o "sponson" (uno per lato) armati di cannoni. Tuttavia, richiamava anche il progetto del Mark VI per via dei cingoli più larghi e arrotondati e della grande sovrastruttura superiore, sotto la cui parte anteriore prendeva posto il pilota. Una novità importante fu l'abbandono del concetto di "carro a scatola" (box tank), caratterizzato da un unico vano in cui erano stipati tutti gli equipaggiamenti: il Mark VIII era invece suddiviso in compartimenti, con un vano motore separato nella parte posteriore. Ciò migliorò notevolmente le condizioni di combattimento, poiché una paratia proteggeva l'equipaggio dal rumore assordante del motore, dai fumi nocivi e dal calore.

Il maggiore Alden progettò degli "sponson" retrattili, incernierati nella parte anteriore, in modo da ridurre l'ingombro trasversale in caso di ostacoli sul campo di battaglia e per il trasporto ferroviario. Ognuno di essi era armato di un cannone QF 6-pounder 6 cwt Hotchkiss da 57 mm, operato da un cannoniere e un servente. Le sette mitragliatrici erano così distrubuite: una per lato dietro lo "sponson", sul portello d'ingresso; le restanti cinque erano posizionate sulla sovrastruttura superiore: due ai lati del portello del conduttore, due su ognuno dei lati della sovrastruttura e una sul lato posteriore. A causa della lunghezza e angolazione dello scafo, si veniva a creare un angolo cieco per la mitragliatrice posteriore, vulnerabile alle fanterie: venne quindi installata una piastra deflettrice triangolare che poteva essere utilizzata dal mitragliere posteriore per deviare i colpi verso il basso tra i due cingoli. Il carro trasportava 208 colpi da 57 mm e 13.848 cartucce per mitragliatrici, perlopiù in un grande deposito munizioni al centro che fungeva da piattaforma sulla quale il comandante si posizionava dietro al pilota osservando il campo di battaglia attraverso una cupola con quattro feritoie di osservazione. In seguito, le mitragliatrici della sovrastruttura laterale furono rimosse sui carri armati statunitensi.

Il dodicesimo membro dell'equipaggio era il meccanico, seduto vicino al motore Liberty sui carri statunitensi o Ricardo V-12 su quelli britannici, raffreddato da un grande radiatore orizzontale. I tre serbatoi corazzati posteriori contenevano fino a 900 litri di benzina, sufficienti per un'autonomia di 89 km. La trasmissione epicicloidale era a due marce avanti e due indietro. La velocità massima era di 8,5 km/h.

Per raggiungere la capacità di superamento di trincee a 4,88 metri, il veicolo aveva una forma molto allungata. La lunghezza dei cingoli era di 10,41 m, ma anche se la larghezza dello scafo era di un impressionante valore nominale di 3,76 m, il rapporto lunghezza-larghezza effettivo dei cingoli era molto scarso poiché tale larghezza includeva gli "sponson". Ciò, in combinazione con cingoli larghi, causava problemi di sterzata. Durante le prove molti cingoli si torcevano e si rompevano in curva e si decise di utilizzare maglie più lunghe e resistenti da 337 mm, realizzate con piastre fuse temprate, irrigidite da bombature. Un altro effetto dello scafo stretto fu che anche il compartimento di combattimento risultò molto angusto. Ciononostante, il carro armato era progettato per ospitare, se necessario, altri venti fanti in assetto completo.

In termini assoluti il ​​veicolo era molto grande: con un'altezza di 3,12 m , il Mark VIII era il secondo carro armato operativo più grande della storia, dopo il Char 2C. Tuttavia il suo peso era di sole 38,9 t[7], con piastre corazzate spesse 16 mm sulla parte anteriore e sui lati, un leggero miglioramento rispetto al Mark V ma molto sottile per gli standard successivi. Il tetto e il fondo dello scafo erano protetti da una piastra corazzata spessa solo 6 mm, lasciando il carro armato molto vulnerabile a colpi di mortaio e mine.

Esemplari sopravvissuti

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Mark VIII al U.S. Army Armor & Cavalry Collection a Fort Benning nel 2023.
  • Un carro "Liberty" era esposto presso a Fort Meade nel Maryland. L'esemplare era stato prodotto nel 1920 presso il Rock Island Arsenal ed era stato assegnato al 301st Tank Battalion (Heavy), in seguito ridenominato 17th Tank Battalion (Heavy) (comandato tra il 1921 e il 1922 dal maggiore Dwight D. Eisenhower). Alla fine del 2022 il carro è stato spostato all'U.S. Army Armor & Cavalry Collection di Fort Moore.
  • Un secondo "Liberty" americano era esposto all'Aberdeen Proving Ground, nel Maryland; venne trasferito anch'esso presso l'U.S. Army Armor and Cavalry Collection di Fort Moore nel 2014. Gli interni del carro sono fortemente danneggiati da acqua e ruggine, sebbene siano in programma lavori di restauro. Da maggio 2021 il mezzo è esposto presso gli originali locali di costruzione al Rock Island Arsenal.
  • Un singolo "Liberty" britannico è esposto al Bovington Tank Museum.
  1. 1 2 Tank Mark VIII International Liberty, su tanks-encyclopedia.com. URL consultato il 31 luglio 2026.
  2. 1 2 3 4 Armour in Profile, p. 3.
  3. 1 2 3 4 5 6 Armour in Profile, p. 2.
  4. ↑ Schipper, J. Edward (1919) "The Liberty Engine", Flight magazine, no. 523 (Vol XI no. 1), 2 January 1919, pp 6-10
  5. 1 2 3 4 Armour in Profile, p. 5.
  6. ↑ Filmato audio "Demonstrating WW1 "Mark VIII" Tanks", su YouTube, Google LLC.
  7. ↑ Armour in Profile p12

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Collegamenti esterni

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