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QV30

Coordinate: 25°43′59.88″N 32°36′00″E
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QV 30
Ingresso del pozzo che conduce alla tomba QV 30 di Nebiri nella Valle delle Regine. Archivio fotografico Museo Egizio di Torino.
Civiltàegizia
Utilizzotomba
EpocaXVIII dinastia egizia[1]
Localizzazione
StatoEgitto (bandiera) Egitto
GovernatoratoGovernatorato di Qena
Scavi
Data scoperta1904[2]
Date scavi1904; 1986[1]
Organizzazionespedizione archeologica italiana; missione franco-egiziana[2][1]
ArcheologoErnesto Schiaparelli[2]
Mappa di localizzazione
Map

La tomba di Nebiri, identificata con la sigla QV30, è una tomba egizia della Valle delle Regine, nella necropoli di Tebe, sulla riva occidentale del Nilo di fronte a Luxor, in Egitto.[3][2] Fu scavata durante la XVIII dinastia egizia per Nebiri, sovrintendente delle scuderie reali sotto Thutmose III.[2][1]

La tomba QV30 fu costruita durante la XVIII dinastia egizia come sepoltura per il sovrintendente delle scuderie reali di Thutmose III, Nebiri; la tomba fu probabilmente saccheggiata poco dopo la sua realizzazione.[2]

La tomba fu successivamente riutilizzata in età romana.[4]

La tomba QV30 fu scoperta nel 1904 dalla spedizione archeologica italiana diretta da Ernesto Schiaparelli, che la trovò già saccheggiata.[5][2] Schiaparelli riuscì a identificarne il proprietario grazie ai vasi canopi rinvenuti nella sepoltura, conservati al Museo Egizio di Torino.[2][1]

La tomba fu mappata dal Theban Mapping Project nel 1981.[2] Nel 1986 fu indagata e documentata da una missione franco-egiziana del CNRS e del Supremo Consiglio delle Antichità egizie.[2][1] Tra il 2006 e il 2008 fu inoltre documentata da una missione congiunta del Getty Conservation Institute e del Supremo Consiglio delle Antichità egizie.[2][1]

La tomba QV30 si trova sul pendio meridionale della valle principale della Valle delle Regine.[2] La struttura è composta da un pozzo verticale e da un'unica camera rettangolare, indicata come camera B nella documentazione del Theban Mapping Project.[2] L'ingresso è situato alla base di un pendio, la pianta interna è costituita da una camera con asse rettilineo e la tomba è priva di decorazione.[2]

QV30 è scavata nello shale;[1] la roccia della tomba è fratturata in modo esteso: la scarsa qualità del banco roccioso è indicata come la principale causa di deterioramento della sepoltura.[2]

L'ingresso del pozzo è circondato da una struttura moderna in muratura cementata con griglia metallica.[2][1]

Stato di conservazione

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Nel settore anteriore della camera B è documentato uno spesso strato di fango essiccato e fessurato, traccia di infiltrazioni d'acqua avvenute in passato.[2] Dopo la valutazione effettuata nel dicembre 2009 dal Getty Conservation Institute e dal Supremo Consiglio delle Antichità egizie, la tomba fu giudicata strutturalmente stabile.[2] L'apertura della tomba si trova in una posizione esposta al deflusso delle acque provenienti dal pendio sovrastante.[2]

Dalla tomba provengono frammenti di due mummie, una delle quali ritenuta riferibile a Nebiri e l'altra forse a un suo servitore, oltre a vari oggetti realizzati in faience, vasi e ceramiche.[2][5] I frammenti di mummia attribuiti a Nebiri sono conservati al Museo Egizio di Torino (inv. Suppl. 5109).[2][10]

Nella tomba furono rinvenuti cinque vasi canopi, quattro in terracotta e uno inciso.[5][1] I vasi canopi consentirono a Schiaparelli di attribuire la tomba a Nebiri.[2][1] Le ceramiche recuperate nella tomba sono di stile egeo e cipriota e contribuirono alla datazione della sepoltura da parte di Schiaparelli.[2]

Nel Museo Egizio di Torino sono conservati reperti provenienti dalla tomba di Nebiri, tra cui vasi canopi in calcare e terracotta, frammenti di giara e una brocca con tappo in argilla rivestito di strati di lino.[6][7][8][9][11][12][13]

Uno studio pubblicato nel 2022 sulla rivista Molecules ha analizzato la testa imbalsamata di Nebiri, conservata al Museo Egizio di Torino, e il vaso canopo contenente i suoi polmoni.[10] Lo studio ha utilizzato metodi non invasivi per caratterizzare proteine e composti organici legati al trattamento funerario di Nebiri, individuando tra i componenti della preparazione sostanze grasse animali, colle, balsami, oli essenziali, piante aromatiche, resine di Pistacia riscaldate e resine di conifere.[10]

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Demas, Agnew 2016, p. 74
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 (EN) QV30 Nebiri, su thebanmappingproject.com, Theban Mapping Project. URL consultato il 29 aprile 2026.
  3. ↑ Demas, Agnew 2012, p. 233
  4. ↑ Demas, Agnew 2016, p. 11
  5. 1 2 3 Demas, Agnew 2012, p. 27
  6. 1 2 Vaso canopo con coperchio a testa umana, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
  7. 1 2 Coperchio di vaso canopo a testa umana, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
  8. 1 2 Vaso canopo, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
  9. 1 2 Vaso canopo con coperchio a testa umana, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
  10. 1 2 3 (EN) Elettra Barberis, Marcello Manfredi, Enrico Ferraris, Raffaella Bianucci, Emilio Marengo, Non-Invasive Paleo-Metabolomics and Paleo-Proteomics Analyses Reveal the Complex Funerary Treatment of the Early 18th Dynasty Dignitary NEBIRI (QV30), in Molecules, vol. 27, n. 21, 2022, p. 7208, DOI:10.3390/molecules27217208.
  11. 1 2 Vaso canopo con coperchio a testa umana, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
  12. 1 2 Brocca con tappo in argilla rivestito di strati di lino, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
  13. 1 2 Frammento di giara, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.

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