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Wu Ming

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Logo ufficiale del collettivo: i caratteri semplificati wú míng, che significano «senza nome».

Wu Ming è un collettivo di scrittori italiani fondato a Bologna[1] nel gennaio del 2000 dagli autori del romanzo Q. Il romanzo, pubblicato nel 1999, era ancora firmato Luther Blissett in adesione all’omonimo progetto (1994-1999). A differenza del "nome di uso multiplo" Luther Blissett, lo pseudonimo collettivo "Wu Ming" indica un preciso nucleo di persone[2].

Il collettivo

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Significato del nome

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Nella sua pagina di autopresentazione il collettivo scrive: "Come mai un nome in cinese? Dopo un quarto di secolo le ragioni, quali che fossero, non hanno più grande importanza", dopodiché rimanda ai significati del lemma 无名 nel dizionario cinese-inglese Cambridge[3].

In cinese, wu ming (無名T, 无名S, wú míngP) significa "senza nome", “anonimo”. Inizialmente il nome del collettivo conteneva un gioco di parole, perché pronunciando in tono diverso la prima sillaba si ottiene 五名S, wǔ míngP, che significa "cinque nomi". Dal 2008 Wu Ming non è più quintetto dunque il gioco di parole è caduto.

Logo utilizzato da Wu Ming dal 2001 al 2008, periodo in cui il collettivo era un quintetto. Dal 2008 al 2015 è stato un quartetto. Dal 2015 i membri sono tre.

Il fatto che Wu Ming significhi "senza nome" ha spesso generato equivoci sul presunto anonimato dei suoi membri, i cui nomi anagrafici sono invece noti[4] e riportati anche sul loro sito ufficiale[5], dove si legge:

«i nostri nomi anagrafici non sono segreti. Semplicemente, non ha senso usarli quando si scrive dei nostri libri o in vario modo ci si riferisce al nostro lavoro. Nella nostra attività letteraria e culturale, come tante e tanti prima di noi, adottiamo nomi d’arte. Nomi d’arte che fanno riferimento al progetto collettivo (Wu Ming) e sono parte essenziale della nostra poetica.»

Dal 2015 la formazione è composta da:

Ciascuno dei membri ha un nome d'arte individuale, una produzione "solista" ed una "voce" autoriale autonoma, riconoscibile dai lettori. Nel 2024 Wu Ming 1 ha dichiarato:

«Per noi non ci sono confini netti tra il corpus dei nostri libri collettivi e quelli dei libri “solisti”. Anzi, l’aggettivo “solista” lo stiamo usando sempre meno, e probabilmente smetteremo di usarlo del tutto. Tutti i libri, che siano firmati Wu Ming, Wu Ming 1, Wu Ming 2 o Wu Ming 4 oppure da uno di noi insieme a un co-autore, escono comunque dalla nostra officina, sono parte di un unico grande corpus. E sono sempre più collegati l’uno all’altro da un reticolo di rimandi reciproci.[6]»

In passato hanno fatto parte di Wu Ming anche:

  • Wu Ming 3 (Luca Di Meo, 1964-2023, uscito dal collettivo nel 2008)[7]
  • Wu Ming 5 (Riccardo Pedrini, uscito dal collettivo nel 2015)[8]

Apparizioni e immagine pubblica

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Il collettivo Wu Ming organizza tour di presentazioni, reading musicali e incontri con i lettori e i suoi membri appaiono spesso in pubblico, ma solo ed esclusivamente di persona, "in carne e ossa". Adottano infatti la politica di non apparire in foto né in video. Nemmeno sul loro sito ufficiale sono disponibili immagini dei loro volti. Per questo motivo chiedono a lettori e lettrici di non pubblicare sui social network foto scattate durante presentazioni e reading.

Il gruppo ha spiegato questa posizione molte volte. Fra le trattazioni più approfondite, quella svolta in un'intervista rilasciata a Loredana Lipperini nel giugno 2025:

«Ci teniamo ad apparire solo in carne e ossa, il che ci porta a valorizzare al massimo e con ogni mezzo necessario i momenti di incontro faccia-a-faccia, di partecipazione fisica e condivisione di un luogo. Non un generico “spazio”: un luogo, con la sua storia, il suo senso, la sua affettività e importanza per le persone. Se qualcuno ci riconosce per la strada, non è perché ci ha visti in effigie, attraverso mediazione elettronica: vuol dire che ha vissuto con noi uno di quei momenti concreti e tangibili, e lo ha fatto col corpo insieme ad altri corpi [...] Noi abbiamo questo “pallino” del corpo, dei corpi. Senza il corpo non vai da nessuna parte, letteralmente. Tornare a fare cose insieme coi corpi è l’unico vero modo di arginare l’epidemia di solitudini, il terribile sfilacciarsi delle relazioni. Sempre più persone, prive di amicizie, passano le ore parlando con un chatbot. In questo quadro di desolazione, chi muove le terga per venire alla presentazione di un libro sta già facendo qualcosa di importante [...] Incontrare lettrici e lettori è già politico, mi spingo a dire che è già lotta. La letteratura non è politica tanto per il suo contenuto, quanto per i legami che può stabilire[9].»

La ricapitolazione più recente di questa poetica e della sua importanza anche politica per il collettivo si trova nel discorso di accettazione della Targa Anser Anser, conferita al collettivo dall'Officina Roversi di Bologna nel 2025:

«Nei primi anni della nostra carriera, difendere questa “clausola di stile” era più facile. Circolavano molte meno fotocamere e videocamere. Oggi sono onnipresenti, chiunque le ha nel proprio telefono, e soprattutto si è affermata, travolgendo ogni freno inibitore, la compulsione a fotografare o riprendere chiunque, qualunque cosa, in qualunque momento, e a diramare in un baleno quelle immagini – sui social, nelle chat, chissà dove. Eppure noi cerchiamo caparbiamente di far rispettare la nostra filosofia, e quasi sempre ci riusciamo. Spesso ci chiedono: come fate? La risposta è semplice: spieghiamo. Spieghiamo il valore, anche politico, che ha per noi questa scelta. E le persone comprendono. Comprendono oggi più di ieri, e comprenderanno sempre di più, perché nell’epoca in cui si può usare il volto di chiunque per qualunque deepfake che un’app come Sora può generare in pochi secondi; nell’epoca in cui i nostri selfie vengono venduti a miliardi e usati per affinare il riconoscimento facciale e rendere più letali i droni killer… In un’epoca così, non farsi fotografare è al tempo stesso un atto di diserzione e di resistenza. O almeno, di sottrazione e di attrito.[10].»
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Dal precedente progetto Luther Blissett, Wu Ming eredita una particolare posizione in ordine al diritto d'autore: diverse opere del collettivo sono gratuitamente scaricabili dal loro sito[11].

Posizione sui premi letterari

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Dopo la partecipazione – descritta come "guerriglia"[12] – con Q al Premio Strega 1999, il collettivo Wu Ming ha solitamente rifiutato candidature a premi letterari, come quella al Premio Campiello nel 2025[13], pur accettando riconoscimenti che non implicassero gare tra autori. Nel 2026 ha sintetizzato su Giap le ragioni di questa politica:

«Competizione, gare, giurie, “eliminazioni”, gamification… Tutto questo non fa per noi, e si sa pure che evitiamo cerimonie e apparizioni mediatiche. Dunque, premi et similia è raro che ne riceviamo. Ma può capitare di ricevere premi senza “vincerli”, cioè senza dover competere né mostrarsi. Sono «premi» nel senso di riconoscimenti per il lavoro fatto, non nel senso di trofei[10].»

Il collettivo gestisce un suo blog, nato come newsletter, il cui nome, Giap[14], è ispirato a quello dal generale Võ Nguyên Giáp. Nelle parole di Wu Ming, "si [tratta] di un’allegoria"[15]. La spiegazione dell’allegoria è stata data nel saggio introduttivo all’opera collettanea Totò, Peppino e la guerra psichica 2.0[16]: il nome ‘’Giap’’ era inteso segnalare un cambio di strategia dal Luther Blissett Project a Wu Ming, dalla guerriglia nelle foreste a una battaglia campale sulla piana, cambio realizzato con la pubblicazione di Q. Quest’ultima era paragonata alla battaglia di Dien Bien Phu, l’attacco alla forza d’occupazione francese, ideato e condotto da Giap, che nel 1954 pose fine alla Guerra d’Indocina.

L'attività on line di Wu Ming si concentra soprattutto su Giap. Il collettivo non ha profili sui social media. Negli anni Dieci del XXI secolo era presente su Twitter, dove ha condotto numerosi esperimenti di comunicazione, a cui ha posto termine nel settembre 2019. La scelta è stata spiegata con un documento-memoriale in due puntate intitolato L'amore è fortissimo, il corpo no. 10 anni di esplorazioni tra Giap e Twitter[17].

Wu Ming Foundation

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Il collettivo Wu Ming fa parte di una “costellazione di progetti", la Wu Ming Foundation, che comprende "progetti artistici, culturali e politici, laboratori, gruppi d’inchiesta, collettivi”, il più delle volte nate da discussioni su Giap.[18] Le peculiari dinamiche e le strutture aperte della WMF sono divenute oggetto di diversi studi e ricerche transdisciplinari[19] e anche di un documentario[20]

Wu Ming Contingent

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Lo stesso argomento in dettaglio: Wu Ming Contingent.

Il Wu Ming Contingent (in cinese 无名军队, pinyin wu ming jun dui[21]) è un gruppo musicale punk rock italiano, formatosi a Bologna nel 2012 come "sezione musicale" della Wu Ming Foundation[21]. La band ha pubblicato due album, Bioscop e Schegge di Shrapnel, entrambi per l'etichetta Woodworm.

Nicoletta Bourbaki

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Dal 2012 al 2026 Nicoletta Bourbaki è stato un collettivo di ricerca storiografica dedito alla verifica di false notizie a tema storico e al contrasto di narrazioni riabilitanti il fascismo e il colonialismo.

Il gruppo, nato su Giap, firmava i propri interventi usando lo pseudonimo collettivo, oppure delegando singoli membri che, pur firmandosi con nome e cognome, dichiaravano l’appartenenza al collettivo. Alternando queste modalità Nicoletta Bourbaki ha pubblicato su riviste di storia contemporanea (Diacronie[22], Storie e linguaggi[23] e Zapruder